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L'intervento

Scuole e trasporti. Erbetta: c'era il tempo per organizzarsi, non è stato fatto

In foto: Mario Erbetta
di Redazione   
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ven 16 ott 2020 11:14 ~ ultimo agg. 11:14
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Perché non riusciamo mai a fare la cosa giusta per tempo?” A chiederselo è il consigliere comunale di Rinascita Civica Mario Erbetta che torna alla carica sugli affollamenti nel trasporto pubblico. “Da maggio abbiamo avuto tutto il tempo necessario per organizzarci alla riapertura delle scuole – dice – e noi da Luglio denunciavamo un ritardo pauroso sulla programmazione dei trasporti. Mentre si inaugurava per l’ennesima volta il Metromare ci si era dimenticati che i problemi del trasporto studentesco a settembre sarebbero scoppiati con il riacutizzarsi del Covid visto che tutti parlavano di una seconda ondata a ottobre”. Nel mirino di Erbetta finiscono il presidente della provincia Santi e l’assessore alla mobilità Frisoni che, a suo dire, hanno sperato “che il virus non si accanisse su di noi, ci rassicuravano che tutto andava bene e che non ci sarebbero stati problemi. Pochi giorni e Santi invitava prima ad andare in bicicletta e poi la forza pubblica a controllare la capienza degli autobus”. Erbetta, riportando alcune dichiarazioni comparse sui media locali, si chiede come si potranno mantenere le scuole aperte se, a fronte di una probabile riduzione delle capienze, “Start non ha mezzi e uomini a sufficienza per nuovi servizi e controlli”. Proprio oggi la provincia ha però annunciato il potenziamento di alcune corse a partire da lunedì (vedi notizia). Il consigliere plaude alla proposta di Cna di utilizzare gli autobus privati che sono fermi per mancanza di lavoro anche se questo significherebbe per i comuni un investimento nell’affitto dei mezzi. Critico invece sulla proposta del presidente Bonaccini di spalmare l’orario scolastico anche nel pomeriggio: “un lavoro immane e impossibile da organizzare in tempi brevi”.
Se vogliamo la scuola aperta dobbiamo mettere mano al portafoglio cara Giunta, se no alzate la bandiera bianca e dichiarate pubblicamente il vostro fallimento organizzativo ormai plateale” conclude.

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