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blitz della polizia locale

Scovato a Rimini un "laboratorio" di eroina. Tre spacciatori in manette

In foto: l'eroina sequestrata nel laboratorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 15 ott 2020 15:06 ~ ultimo agg. 17:59
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Sono stati pizzicati proprio mentre stavano confezionato le dosi di eroina i tre giovani extracomunitari di origini magrebine che, nella notte fra martedì 13 e mercoledì  14 erano intenti a preparare la droga da vendere presumibilmente nel parco pubblico “Giovanni Paolo II” (Parco La Cava), da cui è partita l’indagine. Un servizio che nasce nel quadro più ampio degli interventi di presidio di tutti i parchi pubblici della città, che nel periodo estivo si era concentrato nelle zone del mare e che adesso sta focalizzando la sua azione in tutti i giardini e parchi adiacenti alle scuole.

Nasce proprio da lì l’operazione antidroga condotta dalla polizia Locale di Rimini con le indagini condotte da cinque agenti della squadra giudiziaria, accompagnati dalle unità cinofile, che dopo diverse segnalazioni dei cittadini avevano verificato diversi movimenti sospetti di persone che in bicicletta si spostavano nella zona del parco ex cava.  Un’operazione che grazie ai cani poliziotto ha portato ad individuare alcune aree, in cui avvenivano gli scambi di droga e dove, con appostamenti mirati, sono stati individuati alcuni tossicodipendenti che hanno fornito informazioni utili alle indagini. Informazioni determinanti anche per scoprire il luogo da cui proveniva l’eroina.

Grazie ad un pedinamento infatti, gli uomini in borghese, sono riusciti ad individuare il laboratorio di confezionamento, posizionato nell’ex polveriera situata in via dei Mulini sul fiume Marecchia. L’arresto è avvenuto martedì notte, nel corso di un’operazione mirata, in cui gli agenti sono entrati nell’edificio abbandonato sorprendendo gli spacciatori proprio mentre erano impegnati nelle operazioni di preparazione e suddivisione delle dosi.  Quasi 80 grammi in tutto l’eroina sequestrata, suddivisa in  33 dosi – già confezionate e pronte alla vendita – e tre sassi cosiddetti “caramellati”, un tipo di eroina molto potente, in quanto con un principio attivo più alto, oltre ad un altro piccolo quantitativo di hashish, anche questo già confezionato in 2 dosi pronte alla consegna. Insieme alla droga gli agenti hanno rinvenuto sul posto e sequestrato anche: una bilancia elettronica e tutta l’attrezzatura necessaria per il confezionamento; un coltello con una lama da 24 cm e 150 euro in contanti.

L’operazione ha portato all’arresto immediato di tre persone di origini magrebine che sono state colte in fragranza di rato mentre preparavo la droga da vendere, denunciate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante il controllo all’interno dell’ex polveriera sono state trovate altre due persone, anche loro di origini magrebine, che dormivano negli spazi dello stabile abbandonato. Tutti sono stati denunciati anche per occupazione abusiva di immobili come prevede la norma.  Gli arresti sono già stati convalidati dal giudice che ha confermato la cella per i tre spacciatori, attualmente ai Cassetti in attesa di processo.

“Si tratta di un’operazione importante – precisa l’assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad – che si inserisce in un quadro esteso e ben definito di controlli e presidio del territorio, soprattutto nei parchi e nelle zone vicine alle scuole. Risultati che arrivano grazie alla competenza e alla  passione dei nostri operatori in divisa e in borghese, che, ci tengo a ringraziare in nodo particolare per le modalità con cui svolgono il proprio, difficile lavoro, in un settore, quello dell’attività contro lo spaccio e il degrado, che non è mai facile. L’obiettivo è quello di  continuare in questa direzioni, perché queste attività di controllo sono necessarie e  indispensabili per garantire la massima sicurezza di cittadini e turisti.” 

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