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Obiettivo autunno 2021

Lo Spazio Tondelli si rinnova e apre su viale Ceccarini

In foto: un rendering
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 23 ott 2020 14:44 ~ ultimo agg. 24 ott 11:58
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Il Comune di Riccione ha presentato il progetto del nuovo Spazio Tondelli. Il teatro sarà dotato di un ingresso su viale Ceccarini per una nuova centralità nell’assetto urbano di Riccione, creando un nuovo punto di riferimento, anche visivo, a monte della ferrovia. Il costo della ristrutturazione è di 600.000 euro per interventi strutturali e 7-800.000 per arredi e parti sceniche. A questi si aggiunge un affitto da 30mila euro l’anno. La convenzione con la cooperativa Casa del Popolo è di 25 anni.  La conclusione dell’intervento è prevista per permettere la stagione autunnale del 2021.

Nel dettaglio, il nuovo Spazio Tondelli si presenta come un edificio poliedrico e flessibile in grado di ospitare arti sceniche di più tipi: prosa, danza, concerti, performance. L’intervento di rigenerazione urbana che collega interno ed esterno apre il nuovo teatro, che manterrà il nome di “Spazio Tondelli”, su viale Ceccarini. Un’area all’aperto e un foyer con bistrot fungeranno da accesso a uno spazio potenzialmente continuo ma scomponibile in più ambienti, ciascuno utilizzabile come luogo di rappresentazione.

La piazzetta antistante l’edificio cambierà aspetto grazie a un’architettura a basso impatto materico e volumetrico: un involucro in acciaio rappresenterà una sorta di corte “ascensionale” da attraversare per accedere al teatro.

Da questa corte esterna si passa direttamente al foyer, un vano di quasi 200 metri quadrati libero da murature. Oltre a fungere da filtro tra esterno e sala principale, il foyer ospita un bistrot in grado di accogliere fino 100 posti a sedere, espandibili sia verso la corte esterna sia verso l’interno, per spettacoli e performance non convenzionali.

L’area scenica si svilupperà su 150 metri quadrati: il doppio rispetto alle dimensioni attuali. Priva di palcoscenico rialzato, quest’area è connessa a tutti gli spazi attigui, così da poter essere estesa o ridimensionata a seconda delle esigenze. Artisti e maestranze avranno un rinnovato comparto sceno-tecnico volutamente a vista, su nuovi ora facilmente accessibili da via Don Minzoni, su camerini ristrutturati e ampliati su una regia collocata in posizione dominante per massimizzarne l’efficacia; due regie secondarie sono inoltre predisposte di fianco alla scena e all’ingresso del teatro, in vista di performance non tradizionali.

La platea sarà posta su un solaio inclinato, la sala può accogliere da 300 a 405 spettatori, grazie a due settori da 150 posti ciascuno e ad altre 105 sedute mobili, posizionabili all’occorrenza sulla scena. L’estensione della sala è di 16 metri, l’inclinazione di visuale è di 17 gradi e l’altezza dei gradini di 14 cm: parametri che permettono una visibilità totale da tutti i posti a sedere.

 

Dichiarazioni del sindaco, dell’assessore Lavori Pubblici e dell’assessore al Turismo

Sindaco Renata Tosi: «Dopo 30 anni, questa amministrazione riuscirà a dare alla città un nuovo teatro in viale Ceccarini. Nel tempo l’esigenza della nostra comunità di avere uno spazio adeguato, elegante e funzionale per le arti sceniche è cresciuta sempre più anche grazie al successo di pubblico delle stagioni teatrali. Prima ancora di progettare e mettere mano alla riqualificazione dello spazio, abbiamo lavorato sui contenuti creando appunto quella profonda affezione della città alla sua stagione teatrale. I riccionesi oggi vogliono avere un teatro che offra loro appuntamenti interessanti e divertenti. Quando, come amministrazione abbiamo voluto occuparci del teatro, abbiamo riscontrato una situazione che non solo penalizzava le casse del Comune, ma non garantiva fruibilità e accesso alla cittadinanza. Insomma non sviluppava alcun progetto né aveva una visione del futuro. Allora la nostra scelta è stata prima quella di proporre ai riccionesi e ai nostri visitatori opere di qualità. Abbiamo mostrato e dimostrato come il teatro sia un’offerta culturale, turistica ed economica importante per Riccione. Da questo nuovo modo di intendere è nato Spazio Tondelli e da questo il passo successivo è stato investire in una nuova cornice che contenesse appunto il nuovo sentire e la nuova esigenza della comunità ad avere un teatro nuovo in viale Ceccarini. Vorrei sottolineare proprio questo cambio di passo rispetto al passato recente che porterà finalmente vanto e crescita per Riccione.»

Assessore Lea Ermeti: «Moderno, elegante, funzionale, in una parola bello. Ecco come sarà il nuovo Spazio Tondelli. Come abbiamo ampiamente illustrato nei vari incontri con associazioni e categorie, comitati e oggi con la stampa, il teatro a Riccione torna in viale Ceccarini. Diventa un luogo di aggregazione per Riccione, un luogo di scoperta per il turista che dal mare risale il principale viale della città. Sarà quindi un ampliamento dell’offerta culturale ma anche un ampliamento dello spazio cittadino, creando un indotto intorno al teatro che da oggi in poi può finalmente svilupparsi.»

Assessore Stefano Caldari: «Il movimento turistico verso città che hanno luoghi culturali riqualificati risulta in costante crescita e il Nuovo Spazio Tondelli che abbiamo presentato oggi rappresenta il riposizionamento di Riccione in un segmento importante dell’offerta turistica. Il turismo culturale è caratterizzato dalla tendenza verso la ricerca dell’autenticità dell’esperienza turistica, che si esprime nel desiderio di forme di vacanza che permettano anche di sperimentare l’arte, nel nostro caso le arti sceniche, e gli aspetti più veri legati ad essa, come appunto il godere di appuntamenti teatrali di qualità. Si assiste da tempo sul panorama nazionale e internazionale ad un aumento generale di interesse per iniziative ed eventi culturali di grande richiamo che necessitano di una cornice adeguata e fruibile. Con il nuovo Spazio Tondelli, Riccione oggi fa un salto in avanti importante arricchendo quindi l’offerta di intrattenimento culturale, proponendosi come città capace di richiamare turisti e visitatori di qualità come quelli interessati all’offerta culturale».

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