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Mascherine a scuola

Gli orientamenti del Cts e il dibattito sparito sulle trasparenti

di Serena Saporito   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 2 set 2020 14:56 ~ ultimo agg. 15:03
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L’ultimo orientamento del comitato tecnico scientifico sulle mascherine è di vietare in classe quelle di stoffa: studenti e insegnanti dovranno indossare quelle chirurgiche, che saranno fornite dallo Stato, attraverso il commissario Arcuri. A lui ha scritto una imprenditrice per segnalare l’importanza che a scuola potrebbero avere le mascherine trasparenti. Il progetto – realizzato con un’azienda di Santarcangelo – era partito per le persone non udenti, isolate a causa delle mascherine.

Per le mascherine di stoffa arriva dunque uno stop dal Comitato Tecnico Scientifico: che vorrebbe che in aula venissero usate solo quelle chirurgiche, fornite direttamente alle scuole dallo Stato. Questo l’ultimo orientamento emerso dai lavori del Cts che proseguono in vista delle riapertura del 14 settembre. Nei giorni scorsi il Comitato aveva parlato di mascherine obbligatorie dai sei anni in su per gli spostamenti dentro la scuola, non al banco, tranne – in caso di aumento dei contagi – per i ragazzi di medie e superiori, che a quel punto dovrebbero tenerle sempre. Alle mascherine cosiddette di comunità si dovrebbe comunque poter ricorrere in caso di problemi con le forniture.

Ma sulle mascherine è  uscito dal dibattito un tema che vi era brevemente entrato nelle scorse settimane: riguarda le mascherine trasparenti, che consentono di vedere la bocca di chi parla. E dunque anche il sorriso. Aspetto importante secondo psicologi ed esperti specie per i bambini più piccoli, per creare un legame tra docenti e alunni.

Sicuramente l’accorgimento è fondamentale per le persone non udenti, che leggono le labbra. In pieno lockdown tra i primi si è accorta della questione Lisa Aldrovandi, una imprenditrice e consulente di moda della provincia di Bologna, sollecitata da un’amica non udente.
Da Pianoro, provincia di Bologna, dove vive, la chiamata è arrivata a Santarcangelo, alla pelletteria Il Fiore, che era stata tra le prime in Italia durante il lockdown a riconvertire l’attività per produrre mascherine certificate. Il costo, per le trasparenti, è stato tenuto il più possibile contenuto.

Ora l’azienda sta ricevendo diverse chiamate con richiesta informazioni proprio dalle scuole. Nel frattempo, sui risvolti positivi nell’ambito scolastico – e non solo – della “sua” mascherina trasparente Lisa ha scritto al commissario Arcuri, incaricato di acquistare e far arrivare alle scuole le mascherine. “Gli ho mandato la descrizione delle mascherine, la certificazione, tutto. Al momento non ho avuto risposta”.

L’obiettivo principale di Lisa resta comunque aiutare le persone non udenti. Su questo fronte c’è anche un’altra risposta in cui sperava, che al momento invece è stata piuttosto fiacca: a parte qualche piccola onlus, in pochi finora si sono fatti avanti per sostenere il progetto – che mette in primo piano l’aspetto solidale – e donare le mascherine trasparenti, favorendo, con la loro diffusione, le persone sorde.

Un estratto dell’intervista a Lisa Aldrovandi dalla trasmissione “Aspettando mattinata InBlu” di Radio Icaro.

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