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passaggio di consegne

Carabinieri, il comandante Sportelli saluta Rimini: "Tre anni intensi e formativi"

In foto: il colonnello Giuseppe Sportelli @foto Migliorini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 17 set 2020 17:40 ~ ultimo agg. 18 set 13:21
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Ci tiene a precisarlo subito: “Non è un addio ma un arrivederci. Qui lascio tanti amici e persone con le quali si è creato un legame vero, anche al di fuori dell’ambito lavorativo. Rimini, professionalmente parlando, è stata la mia università. Tre anni intensi e formativi”. Il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Sportelli, lunedì lascerà il suo incarico per trasferirsi a Roma, dove vestirà una nuova divisa, quella di Capo di Stato maggiore della prima Brigata Mobile di stanza a Tor di Quinto. Un ruolo di primissimo piano, dopo il triennio trascorso in Riviera.

“Qui ho maturato un’esperienza preziosissima, in una realtà medio-piccola solo sulla carta – racconta il colonnello Sportelli -. A Rimini e provincia ci sono numeri da grande città, in termini di presenze, non solo estive, ma anche di eventi. Basti pensare alla Molo Street Parade, al “Capodanno più lungo del mondo”, alle Fiere, ai Gran Premi e tanto altro ancora. Insieme ai miei uomini, che ringrazio per l’abnegazione e la professionalità, ho voluto far sentire la forte presenza dell’Arma sul territorio, nella speranza di aver reso i cittadini un po’ più sicuri”.

E proprio il rapporto con i cittadini ha contraddistinto il suo comando a Rimini: “Li voglio ringraziare per la grande collaborazione dimostrata in questi anni. I riminesi sono gente proattiva, volenterosa, che si aiuta. Se siamo riusciti a compiere arresti e portare a termine operazioni importanti è anche grazie a loro”.

Affrontare e gestire l’emergenza Covid sotto il profilo della sicurezza è stato complesso ma al tempo stesso gratificante, come ha sottolineato l’ormai ex comandante provinciale: “Ci siamo fatti trovare pronti e abbiamo reagito con tempestività. Ricordo ancora, ai primi di dicembre, quando dalla Cina arrivavano le prime notizie sulla diffusione del virus, le facce stranite dei miei militari quando organizzavo i consueti briefing mattutini all’aperto, nel piazzale della caserma, alle 7.30 con 4-5 gradi. Avevo già il sentore che presto ci saremmo trovati a combattere qualcosa di inedito e pericoloso. Alla fine, anche all’interno del comando, siamo riusciti a limitare il contagio: appena tre i carabinieri positivi e la caserma di Misano prontamente bonificata”. 

La decisione di chiudere la provincia, presa in accordo con prefettura, sindaci, forze dell’ordine e protezione civile, alla fine ha pagato, anche se è costata il sacrificio di centinaia di militari, sottoposti a turni estenuanti: “Per settimane sono stato costretto a impiegare giornalmente 150 carabinieri per controllare gli ingressi e le uscite dalla provincia. Alcuni militari sono addirittura rientrati spontaneamente da permessi e licenze pur di fronteggiare l’emergenza. Mi hanno detto: ‘Comandante, siamo a disposizione!’. Siamo stati squadra e alla fine ne siamo usciti vincitori. Ecco, forse è stata questa una delle mie più grandi soddisfazioni”.

Per niente scontato, dato il curriculum del colonnello. Nato a Massafra, in provincia di Taranto, 47 anni, sposato con due figlie, Sportelli dopo la scuola militare alla “Nunziatella” di Napoli, l’accademia di Modena e la scuola ufficiali Carabinieri di Roma, ha comandato la terza Compagnia del decimo battaglione “Campania” di Napoli (1997-2000), le compagnie di Petralia Sottana (2000-’02), Casarano (2002-’07), Modena (2007-’12) e l’undicesimo battaglione Mobile dei carabinieri di Bari (2012-’17). Inoltre ha preso parte a numerose missioni operative di peace-keeping all’estero: in Bosnia, Kosovo e “Antica Babilonia” in Iraq, oltre agli interventi di protezione civile per le alluvioni di Sarno e i terremoti dell’Aquila e a Modena.

Ora lo attende una nuova, impegnativa sfida, da affrontare sempre con la consueta energia e l’immancabile positività che lo contraddistinguono. Non prima però di aver salutato ancora una volta le istituzioni del territorio, i colleghi delle altre forze di polizia e i “suoi” uomini. Lunedì, al termine del servizio di sicurezza garantito ai seggi elettorali, il colonnello passerà le consegne al pari grado Mario La Mura, al quale non ha dato consigli particolari ma lasciato in eredità “una macchina che funzione alla perfezione”.