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Confturismo-Confcommercio

Turismo in difficoltà. Patané (Confturismo): approccio autolesionistico

In foto: panoramica sulla spiaggia
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 1 minuto
dom 9 ago 2020 16:36
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Una spesa media di 1.022 euro a famiglia, circa 680 euro a persona, per le vacanze tutte italiane di questa estate 2020, ma il 20% ancora non prenota per problemi economici e indisponibilità di ferie. E’ la fotografia del turismo italiano scattata a lugli dall’Osservatorio Confturismo-Confcommercio e Swg. Assenti i turisti stranieri che, tra giugno e settembre, saranno circa 25 milioni in meno dell’anno scorso con una perdita del 75% dei flussi e ancora più alta per la spesa, visto che a mancare saranno i turisti intercontinentali ovvero i “big spender”. La ricerca evidenzia poi un calo della spesa dei turisti nei luoghi di destinazione con visite a musei, monumenti e mostre e shopping in forte calo rispetto al 2019. Sale rispetto a giugno l’indice di fiducia che misura la propensione degli italiani ad andare in vacanza anche se sono ancora tanti gli incerti.

In epoca normale il quadrimestre giugno-settembre valeva il 60% delle presenze turistiche e della spesa di tutto l’anno in Italia: senza contare l’outgoing, dove gli italiani spendevano, nello stesso periodo, 11,5 miliardi. Di tutto questo, l’estate 2020 salverà, forse, il 25%“, commenta il presidente di Confturismo Confcommercio Luca Patanè. “Questo mentre l’andamento degli indici epidemiologici ed i focolai individuati a macchia di leopardo sul territorio nazionale – aggiunge – fanno notizia molto più dell’egregio lavoro che operatori del settore e comunità locali compiono ogni giorno per garantire ai turisti una fruizione serena delle loro vacanze“. “Basta con questo approccio autolesionistico – continua Patanè – e al via da subito una serie di misure importanti e con forti stanziamenti dedicati al settore. Si prenda atto, una volta per tutte, che il turismo è già da tempo colonna portante dell’economia italiana, non una vaga chance per il futuro. Sono concretamente a rischio 1 milione di posti di lavoro“.

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