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Parte la "special edition"

Mario Draghi apre il 41° Meeting parlando dei giovani

In foto: l'arrivo di Draghi al Palas
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 18 ago 2020 15:51 ~ ultimo agg. 19 ago 10:53
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E’ stato l’ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ad inaugurare oggi il 41° Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, al palacongressi di Rimini. Nel suo intervento, inevitabilmente legato al momento storico attuale, ha parlato di incertezza e responsabilità.

Partendo dai difficili scenari economici attuali: “Nel secondo trimestre del 2020 l’economia si è contratta a un tasso paragonabile a quello registrato dai maggiori Paesi durante la seconda guerra mondiale”.

In una situazione destabilizzante, “Dobbiamo ora pensare a riformare l’esistente senza abbandonare i principi generali che ci hanno guidato in questi anni: l’adesione all’Europa con le sue regole di responsabilità, ma anche di interdipendenza comune e di solidarietà; il multilateralismo con l’adesione a un ordine giuridico mondiale”. “Il ritorno alla crescita una crescita che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, è divenuto un imperativo assoluto”.

L’ex presidente della BCE ha rivolto in più passaggi un’attenzione particolare ai giovani: “I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri”. “Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”

Fino alla conclusione: “Dobbiamo essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro”.

Il testo integrale dell’intervento di Mario Draghi.

www.meetingrimini.org

All’intervento di Draghi arriva il commento della presidente del Consiglio Regionale Emma Petitti: “Condivido pienamente: giovani e scuola devono diventare i principali investimenti del nostro Paese. Ineccepibile l’intervento al Meeting di Rimini di Mario Draghi, che ha indicato nei nostri giovani e nella scuola le linee di direzione su cui investire nel futuro. Condivido a pieno titolo ogni parola. Il nostro Paese ha un fortissimo bisogno di dare vita a un piano di investimenti sul sistema dell’istruzione: per modernizzarlo, renderlo più efficiente e al passo coi tempi. L’emergenza Covid ci ha evidenziato questa urgenza in maniera ancora più evidente.

L’Italia investe in cultura e scuola meno degli altri paesi europei, e questo non va bene. Crescita, sviluppo, coesione sociale passano dalle aule e dai banchi, nonché dalla qualità e dalla continuità didattica garantita attraverso il turn over degli insegnanti con i concorsi e le stabilizzazioni dei precari. Insieme alla sanità, al primo posto dell’agenda politica deve collocarsi l’educazione. Occorre un ripensamento complessivo del nostro sistema educativo, fare tesoro dell’importanza del digitale e allo stesso tempo spingere affinché le risorse del Recovery Fund siano indirizzate al mondo dell’istruzione. Da qui dipende il nostro futuro e la possibilità delle  ragazze e dei ragazzi di realizzarsi”.

Anche il sindaco di Riccione Renata Tosi era presente oggi all’inaugurazione del Meeting: “Nelle parole di Draghi ho trovato la drammatica lucidità dello statista e la saggezza pragmatica dell’economista. Ma soprattutto ho inteso il messaggio all’attuale classe politica italiana che condivido: conoscenza, coraggio, perché il non agire comporta comunque delle responsabilità, e umiltà”. “In molti oggi dovrebbero sentirsi tirati in causa da queste parole. Il richiamo all’unità, per il bene del Paese, deve essere accompagnato come ha detto Draghi da più trasparenza quando c’è più discrezionalità. Credo che anche gli Enti locali e le comunità di cittadini, come ha esortato Draghi, debbano guardare ai giovani per costruire il futuro e superare le crisi profonde. Tutti uniti per ricostruire con pragmatismo e umanità”. 

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di Maurizio Ceccarini