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Tra le crescite più contenute

La provincia si scalda, ma non troppo. In 50 anni, 1,42°C in più

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 19 ago 2020 12:24 ~ ultimo agg. 12:25
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La temperatura media nelle province italiane, rispetto a cinquant’anni fa è cresciuta di 2,2 gradi centigradi, toccando picchi di oltre 4 gradi in alcune aree del Paese. Rimini però si salva. Lo rivela la ricerca realizzata da OBC Transeuropa nell’ambito del progetto In Marcia con il Clima. 72 province italiane su 110 superano la media continentale (+1,990°C) ma proprio la provincia riminese è tra quelle dove l’aumento è più contenuto: in 50 anni la temperatura media è cresciuta “solo” di 1,42 gradi. Appena sei province italiane registrano incrementi più bassi (Livorno, Ravenna, Sassari, Pisa, Trapani e Olbia). La regione che ha registrato l’incremento maggiore è invece il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).

Fra le realtà più colpite spicca Brindisi che secondo quanto riporta l’osservatorio ha subito un riscaldamento di +3.12° C gradi. Appena sotto le città metropolitane Roma (3,07°) e Milano (2,85°), al secondo e quarto posto, sul podio anche Sondrio (2,98°).

Si tratta di dati indicativi ma allarmanti – si legge in una nota dell’Associazione Luca Coscioni e di EUMANS –, considerando le proiezioni diffuse dalle Nazioni Unite, che han fissato a +1,5 °C il punto di non ritorno per il pianeta, il livello medio mondiale da non superare (al momento il livello climatico medio globale, rispetto all’inizio dell’era industriale che viene considerata come riferimento, si è alzato di 1,1°C). Un limite che, con l’inerzia attuale, dovrebbe invece essere superato tra il 2030 e il 2050. Con conseguenze catastrofiche già irrimediabilmente avviate, come evidenziato da alcuni studi pubblicati in questi giorni in merito alla calotta glaciale della Groenlandia, destinata ormai a sciogliersi. Come evidenziano gli scienziati nemmeno il lock down ha prodotto risultati significativi in tema di global warming”.

Il campanello d’allarme suonato non è passato inosservato all’ex europarlamentare Marco Cappato (Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS!, il movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile) attualmente attivo a livello internazionale con www.stopglobalwarming.eu.

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di Redazione