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Da anni in abbandono

Ex colonie. Sadegholvaad: serve scatto dei privati

In foto: la Bolognese
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 29 ago 2020 15:31 ~ ultimo agg. 15:36
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Le ex colonie, da tempo luoghi abbandonati e degrati e spesso rifugio di emarginati, sono state oggetto di controlli ripetuti ma il nodo principale resta quello della loro riqualificazione. Un percorso per il quale l’amministrazione comunale, sottolinea l’assessore Jamil Sadegholvaad, deve trovare anche l’appoggio dei privati. Come, ad esempio, per la ex Novarese: c’è già un progetto per un polo del benessere che sta cercado manifestazioni di interesse. O la Bolognese, che vede la conclusione il percorso con le iniziative del Palloncino Rosso e attende l’asta “buona”.


“In questa estate praticamente senza rinforzi, le forze dell’ordine e il personale della polizia locale stanno facendo uno sforzo straordinario per presidiare l’intero territorio, anche in considerazione di una stagione turistica partita con molte incertezze, ma che tra luglio e agosto ha portato a Rimini un numero importante di vacanzieri. I controlli sono costanti e mirati, anche e soprattutto su alcune zone più esposte come le ex colonie, oggetto di servizi continui da parte di Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia locale, con il coordinamento del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Un impegno che va sottolineato e che auspico possa essere potenziato: l’intenzione è quella di chiedere al Prefetto di studiare modalità per intensificare questa azione di contrasto e prevenzione, sviluppandola in maniera coordinata e mettendo in sinergia le risorse di mezzi e personale.
È evidente però che il tema non può essere affrontato solo sotto l’aspetto dei controlli. Il contrasto al degrado passa per il completamento dei processi di rigenerazione urbana. A Rimini sud abbiamo avviato un importante processo di cambiamento e stiamo accelerando affinché, parallelamente a quanto sta avvenendo nel quadrante nord della città, si possa dare completamento alla riqualificazione della zona con il Parco del Mare sud e la riqualificazione dei viali delle Regine. In questo contesto, le ex colonie rappresentano un patrimonio straordinario, ancora ‘bloccato’ per diatribe coi privati, procedure arenate negli anni, impedimenti burocratici che hanno portato ad uno stallo difficile da scardinare. Il nodo cruciale è capire se e quale destino potrà esserci per questi grandi stabili, potenzialmente di enorme valore, e oggi senza prospettive. Sulla ex colonia Novarese l’Amministrazione sta facendo uno sforzo straordinario: oggi siamo nelle condizioni di dare una prospettiva al progetto del Polo del Benessere, con la recente pubblicazione dell’avviso per la raccolta di “manifestazioni d’interesse”, step che condurrà alla predisposizione di un prossimo bando per l’acquisizione degli immobili. L’ex Bolognese invece è stata riempita temporaneamente di contenuti dall’associazione Palloncino Rosso, trasformando un luogo abbandonato in un luogo di incontro. Idee, progetti, non mancano, ma per immaginare una nuova vita per questi luoghi e toglierli dal degrado serve lo scatto in avanti dei privati. Se davvero si vogliono attivare percorsi di rigenerazione che possano coinvolgere investitori seri, occorre ripensare le funzioni, leggere i cambiamenti in corso, e essere pronti anche a mettere in campo altre azioni che, in attesa di percorsi di trasformazione più radicali, possano anche temporaneamente far rivivere quegli spazi. E su questi l’Amministrazione sta lavorando”.

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