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Dopo il decreto Speranza

Discoteche. Tosi: servono aiuti, non chiusure arbitrarie. E le Guardie Civiche?

In foto: Renata Tosi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 17 ago 2020 19:27
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“Contro il Covid serve un aiuto a rispettare le regole, non chiusure. Dopo le discoteche, saranno le spiagge, poi i ristoranti e quindi le scuole. Salteranno forse le elezioni? Dove sono finite le 60mila guardie civiche che il Governo doveva reclutare per la Fase 2 per aiutare i cittadini a rispettare le regole? Perse nello scontro politico?”. Lo chiede il sindaco di Riccione, Renata Tosi, con un intervento sul tema della chiusura delle discoteche decretato il 16 agosto. “Serve aiuto, non chiusure arbitrarie. Era quello che il Governo doveva fare e non ha fatto. Le guardie civiche avrebbero dovuto essere sotto il coordinamento dei Comuni e invece gli Enti pubblici hanno dovuto impegnare risorse proprie per far fronte ad un’emergenza che diventa sempre più confusa nelle misure e nelle metodologie di approccio. I cittadini sono destabilizzati e l’economia pure. La via precauzionale però può essere percorsa anche per aiutare i cittadini, quelle categorie di operatori che si capisce già che non arriveranno a fine mese. A loro però si pensa sempre dopo. Il sostegno all’economia arriva sempre troppo tardi”.

Sottolinea la Tosi: “non sono i luoghi che favoriscono i contagi. Non sono i ristoranti, le spiagge, le discoteche o le pubbliche vie, se si passeggia tra la gente, o si entra nei negozi. La differenza la fanno i comportamenti per tutelare la salute. Non ci deve essere una strada che per tutelare la salute ammazzi l’economia, oppure, per l’economia la salute deve essere messa a rischio.  Credo sia il momento di dire basta alla soluzione più facile, quelle delle chiusure. Si deve tutelare la salute e garantire la sussistenza economica di tutti i cittadini. Serve metodo e serve programmazione, perché anche le mutate condizioni della socialità umana dovevano essere accompagnate da una politica di vicinanza al cittadino, non di repressione e demonizzazione. Serve un aiuto concreto al rispetto delle leggi, che – ripeto -, oggi così restrittive delle libertà individuali non sono più giustificate. A tirare una linea, è chiaro che sulle spalle dei Comuni, dei cittadini e degli operatori economici sono state gettate le conseguenze di scelte precauzionali tanto drastiche perché si è stati incapaci di prevedere misure adeguate per la convivenza col virus. Fase 2 e Fase 3, fallimento totale”.

Appellandosi, in conclusione, anche alla responsabilità dei cittadini: “Torno a ribadire le regole fondamentali per la nostra convivenza e la nostra salute sono distanziamento e mascherina. Mi appello ancora una volta al buon senso dei cittadini, osserviamo questi protocolli per il bene di tutti”. 

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