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Contagi e critiche

Contagi in discoteca e in ferie. Tosi: basta additare come untore chi va in vacanza

In foto: Renata Tosi negli studi di Icaro Tv
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 22 ago 2020 11:06 ~ ultimo agg. 14:25
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Ad una settimana dalla decisione del Governo di chiudere le discoteche, arriva la notizia di alcuni contagi nati proprio in alcuni locali della Riviera. Almeno stando alle dichiarazioni dei diretti interessati. Si tratta di un 18enne di Arezzo, in Toscana, attualmente in isolamento domiciliare, senza sintomi, dopo essere rientrato da una vacanza a Riccione e di sei ragazzi di Reggio Emilia che hanno spiegato di aver frequentato per alcuni giorni la movida della Riviera. Sarà ora l’indagine epidemiologica dell’azienda sanitaria a risalire ai contatti e ai luoghi coinvolti (hotel, spiaggia, bus, ecc)

Non è giusto demonizzare intere località balneari, dalla Sardegna alla Romagna. Non è giusto continuare a parlare delle discoteche, con quel pregiudizio vetusto come se i locali fossero dei gironi dell’Inferno dantesco capaci di infettare non solo di virus ma di malcostume. Quelle situazioni, almeno a Riccione, sono storia vecchia.” Queste le parole del sindaco della Perla Verde Renata Tosi. “I locali d’intrattenimento, oggi, sono imprese economiche sempre più qualificate – prosegue –, i titolari sono imprenditori che hanno investito e assunto. E che investiranno e assumeranno sul territorio. Non è giusto trattare come untori i cittadini italiani che sono andati in vacanza. Gli italiani sono stati ligi alle regole, quando abbiamo chiesto loro di stare in casa, l’hanno fatto. Quando è stato possibile uscire, hanno fatto le vacanze in Italia, nel rispetto delle regole e dei protocolli, dando una mano all’economia italiana”.

Vacanze, divertimento e feste – prosegue la Tosi –, tutte cose superflue, tutte cose che “i benpensanti del giorno dopo” definirebbero attività effimere e sacrificabili. Io dico che non è giusto, perché oltre ad uccidere il buonsenso, qui si sta ammazzando l’economia di intere Regioni italiane. Da sindaco di Riccione, mi sento pienamente e doverosamente chiamata in causa quando si parla di vacanza e quando si parla di intrattenimento. Per noi significano lavoro, economia, impresa, sussistenza per la comunità. Per noi significano strade asfaltate, scuole nuove, aiuti alle famiglie più fragili. Sono ancora cose superflue? Non è giusta questa campagna allarmista partita nei confronti di chi ritorna dalle vacanze”. La Tosi cita poi gli esperti, come Brusaferro, che da tempo sostengono che un aumento dei casi era atteso. “Se atteso e prevedibile, allora mi chiedo, non era forse più gestibile di qualcosa di inatteso? Dopo otto mesi, questa gestione della pandemia non può più reggere. Servono soluzioni, non uno stato di emergenza perenne. Ancora una volta si condannano i comportamenti dei liberi cittadini, solo perché tentano di vivere una normalità, come andare in vacanza, andare a ballare, andare a scuola e pensate un po’… andare a votare, mentre le soluzioni sanitarie? Quelle dove sono? Come lo si sta curando oggi il coronavirus? Se la situazione è davvero così così drammatica, allora non basterà l’aver chiuso le discoteche. Perché non vorrei che finisse come qualche lucido analista ha ipotizzato già in maggio e cioè: “Ci fanno fare un po’ d’estate e poi ci richiudono, magari facendo saltare le elezioni e la scuola, dando però la colpa agli italiani”. Non è giusto!” conclude.

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