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sabato 31 ottobre 2020
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Rinnovato lo storico CT

Cerimonia ufficiale di inaugurazione Nuovo Tennis Club Giorgetti 1964, interamente restaurato

In foto: Primo torneo sociale realizzato (si riconoscono Vedova Giorgetti, Farmacista Ghigi, Silvio Margelloni, Contessine Ginanni)
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 1 ago 2020 16:14
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Sabato 1 agosto alle ore 11, presso lo storico campo da tennis di Castelvecchio di Savignano sul Rubicone, si è tenuta la cerimonia ufficiale di inaugurazione del nuovo Tennis Club Giorgetti, struttura storica del tennis romagnolo, costruita 56 anni fa e interamente riportata allo splendore originale.

Per l’occasione oltre al parroco di Castelvecchio Don Davide Pedrosi, presenti il sindaco Filippo Giovannini, l’assessore Stefania Morara, alcuni esponenti della “vecchia guardia” di primi tennisti facenti parte del primo Tennis Club Giorgetti e Giorgio Galimberti, nazionale Davis dal 2001 al 2006, presidente della Galimberti Tennis Accademy (che si traferirà a breve in un nuovo avveniristico centro a Cattolica), commentatore e opinionista tv su Sky Sport e Super Tennis.

Il campo da singolo e doppio, denominato fin dalla sua prima inaugurazione nel 1964 Tennis Club Dino Giorgetti in memoria del marito della vedova che finanziò il progetto e l’idea dell’allora parroco di Savignano Don Melchiorre, è un gioiellino incastonato nel verde di una silenziosa cornice naturale ed è stato il primo campo da tennis nell’area compresa fra Cesena e Rimini, primato che mantenne per una decina d’anni fino alla costruzione del complesso del Seven Sporting Club nel 1974.

Negli anni la struttura, gestita dall’A.N.S.P.I di Castelvecchio, ha subito un lento degrado fino al suo quasi totale inutilizzo, rischiando cosi di essere definitivamente chiusa e riconvertita. Fortunatamente cosi non è stato e grazie anche contributo privato (Gruppo Ivas e Fam. Colonna in memoria del Presidente del Gruppo industriale Werther Colonna, scomparso lo scorso ottobre, che ci giocava da ragazzo come ricorda una insegna affissa sul campo) ha subito intensi e accurati lavori di ristrutturazione: sottomanto e manto sono stati interamente rifatti ad opera della stessa ditta che ha realizzato i campi privati di Novak Djokovic a Belgrado, utilizzando i medesimi standard di durezza e qualità del rimbalzo richiesti dal campione serbo per i propri; il piccolo edificio adibito a spogliatoio è stato ristrutturato e ritinteggiato a nuovo e al suo interno affisse targhe commemorative con le foto storiche dei protagonisti dell’attività tennistica savignanese dell’epoca e altre con le citazioni degli aforismi più celebri sul tennis ad opera di celebri tennisti e scrittori; la gradinata laterale è stata recuperata e adornata con vasi decorativi ed è stata eliminata la rete divisoria per una perfetta visuale delle partite; l’insegna storica interamente recuperata e riportata a nuovo, così come il seggio arbitrale ed è stata apposta una nuova rete perimetrale utile a non smarrire le palle da gioco.

All’ingresso è stata affissa una targa con il logo originale del ’64 e una breve nota che ricorda la storia del campo e l’unicità della sua auto-gestione/auto-fruizione da parte dei soci che vige ancora oggi e che lo rendono un unicum in regione e non solo: le ore vengono prenotate a mano in agenda da ciascun socio e al termine il pagamento del campo (12 euro ora) viene inserito in una busta in una apposita buchetta per lettere all’interno degli spogliatoi e successivamente ritirata dal custode, tutto nella total fiducia reciproca e rispetto del senso civico da parte dei fruitori.

La struttura rimarrà aperta fino a fine ottobre e ci operano anche due Maestri Fit per lezioni private a pagamento. (fra cui Alessandro Canini, distino vuole nipote di Luciano Mantovani, maestro a sua volta e promotore del tennis bellariese che inauguro’ la struttura 56 anni fa).