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Antenna a Coriano. Il sindaco: PD e 5 Stelle vengano a spiegare le loro leggi

In foto: La Spinelli e Bonaccini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
sab 29 ago 2020 09:47 ~ ultimo agg. 09:50
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A Coriano resta alta le tensione sul tema dellì’antenna per la telefonia mobile destinata a essere installata nel centro abitato e nella zona del castello (vedi notizia). Il Comitato nato contro il progetto ha raccolto oltre ottocento firme annunciano nuove iniziative.

Il neo segretario del PD corianese Cristian Paolucci ha dichiarato due giorni fa. “L’antennone 5G che potrebbe nascere tra il Castello Malatestiano e il Cimitero, alto ben 35 metri, è l’esempio di una scelta fatta dai nostri amministratori senza nessun coinvolgimento dei corianesi. Scelta sbagliata da tutti i punti di vista. Sì al futuro digitale e alla tecnologia, ma solo in armonia con il territorio e l’ambiente, che a Coriano rappresenta la natura rurale del paese e una bellezza da salvaguardare. Niente di tutto ciò se l’antenna venisse collocata vicina al Castello, deturpando irreparabilmente il contesto paesaggistico”.

La consigliera Silvia Piccinini del Movimento 5 Stelle ha presentato in merito un’interrogazione alla Giunta Regionale (vedi notizia) contro l’installazione vicino al Castello.

Oggi arriva la replica del sindaco Domenica Spinelli. “Le antenne sul territorio comunale sono arrivate grazie ad un contratto che dei privati avevano stipulato con il gestore senza in alcun modo che questo si venisse a sapere da parte dell’ente. L’opera del comune, come più volte ribadito, è stata quella di trattare con wind-tre al fine di trovare ubicazioni meno impattanti per la realizzazione delle antenne. Purtroppo la decisione sul posizionamento delle antenne coinvolge in modo molto marginale le amministrazioni locali che non hanno strumenti e possibilità di stabilire i luoghi se non sono ritenuti idonei dalla compagnia telefonica .

Una legge nazionale, grazie ad una gara voluta dall’allora Ministro Calenda poi firmata dal Ministro Di Maio nel 2018, stabilisce la distribuzione delle frequenze e la possibilità di installare le necessarie strutture sui territori al fine di pubblica utilità.

La lunga trattativa ha quindi portato alle scelte fatte ed è frutto della mediazione tra esigenze “tecniche” (la localizzazione non è indifferente per la funzionalità ma il fattore principale per la compagnia telefonica) e la necessità di rendere il meno impattante possibile l’opera che, di fatto, era già autorizzata sul nostro territorio anche dal punto di vista sanitario come stabilito dai pareri favorevoli di ARPA e AUSL, unici titolati a questo controllo.

L’ente deve agire all’interno delle leggi vigenti e all’interno di queste ha fatto tutto il possibile.

L’art. 87 comma 9 del Codice delle Comunicazioni elettroniche (Decreto Legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e s.m.i.) prevede che “Le istanze di autorizzazione e le denunce di attività di cui al presente articolo, nonché quelle relative alla modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti già esistenti, si intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda […], non sia stato comunicato un provvedimento di diniego o un parere negativo da parte dell’organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36.

Lo stesso Codice, all’art. 86 comma 3 prevede che: “Le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli articoli 87 e 88 […], sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’articolo 16, comma 7, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 […]”. e come tali sono realizzabili, compatibilmente con i limiti di esposizione suddetti, in ogni parte del territorio.

Questa amministrazione ha sempre fatto della trasparenza un cavallo di battaglia, ed anche in questa occasione non è stato diverso. Oltre ad aver più volte comunicato cosa stava avvenendo sul territorio, non si è mai sottratta alla richiesta dei cittadini che hanno voluto approfondire le questioni in merito. Lo ha fatto lo scorso anno con i residenti di Sant’Andrea in Besanigo e lo ha fatto immediatamente con i residenti di Coriano che hanno chiesto di incontrarmi. Il mio disappunto, già personalmente rappresentato, va a coloro che grazie ai contratti stipulati, senza informare l’amministrazione, se pur nel loro diritto, hanno messo tutti noi in questa difficile trattativa e a coloro, che pur essendosi disinteressati fin ora della questione, cavalcano le legittime preoccupazioni dei più con lo scopo di mettersi in mostra come -paladini contro l’amministrazione- . Aggiungo un personale appello ai cittadini affinché non cadano, tentati dai contratti di affitto, nella cessione di terreni. Questo anche alla luce dell’articolo 38 del “Decreto Semplificazione” firmato pochi giorni fa, con cui il Presidente Conte ed il Governo impediscono ai sindaci di introdurre limitazioni alla localizzazione sul proprio territorio di stazioni radiofoniche per reti di comunicazione elettroniche di qualunque tipologia e non potranno fissare limiti di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici diversi rispetto a quelli stabiliti dallo Stato. Il comune da parte sua negli anni non aveva mai concesso alcun terreno, nonostante le numerose richieste, prima di essere “costretto” in questa occasione.

Concludo facendo i complimenti a due forze politiche che:

non hanno capito che i responsabili normativi sul tema sono loro, non hanno capito che i regolamenti non tutelano niente rispetto alle leggi dello Stato, che i cittadini, che da me hanno avuto ascolto, collaborazione e documenti non debbono essere strumentalizzati politicamente, non hanno capito che io in prima persona su questo tema ho ancora in atto interlocuzioni per una sistemazione meno impattante. Non hanno capito che io e la giunta non vorremmo ulteriori antenne a Coriano, ad oggi ci sono 10 antenne tutte ante 2012 e fino al 2012 a Coriano ha sempre governato la sinistra.

Chiedano ad entrambi i partiti PD e Movimento 5 Stelle ed al presidente Bonaccini in primis qual’è la loro posizione in merito alle antenne ed alla loro necessità o meno. Magari se si rendono disponibili mi faccio promotrice di organizzare un evento dove possono venire come relatori a spiegare le leggi e le posizioni che le loro forze politiche hanno emanato su questo tema”.

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