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Richiesta al sindaco

Zoccarato (Lega): usare la sala del consiglio per le lauree

In foto: Matteo Zoccarato negli studi di Icaro Tv
di Redazione   
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ven 17 lug 2020 15:01 ~ ultimo agg. 15:03
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Dopo essersela già vista bocciare nei mesi scorsi, il consigliere comunale della Lega Matteo Zoccarato torna alla carica e chiede al sindaco Gnassi di consentire la discussione delle tesi di laurea nella sala del consiglio comunale. “Le disposizioni sanitarie volte a far fronte all’emergenza sanitaria hanno colpito in maniera rilevante lo svolgimento delle attività formative di scuole ed università – scrive –. Ancora oggi, nonostante le maglie delle restrizioni si stiano lentamente allargando, non è possibile per i laureandi discutere la propria tesi in presenza, costringendoli a svolgere il dibattito esclusivamente in via telematica. Per uno studente, il giorno dell’esposizione della propria tesi è uno di quelli che si porteranno nel cuore per il resto della propria vita; una grande gioia ricca di soddisfazioni, da vivere insieme ai propri cari. La sala del Consiglio Comunale è una location perfetta per garantire una regolare e corretta esposizione in videoconference, avendo già a propria disposizione (dai microfoni agli impianti di videotrasmissione) tutte le infrastrutture tecnologiche necessarie ed essendo grande abbastanza per garantire la presenza di un piccolo pubblico, in numero contingentato e con le adeguate distanze”.
Per queste ragioni il consigliere della Lega chiede di valutare l’opportunità “di mettere a disposizione la Sala del Consiglio Comunale per le esposizioni delle tesi di laurea di tutti i laureandi residenti nel Comune di Rimini, fintanto che le disposizioni regionali e nazionali non riporteranno l’attuale situazione alla normalità. Chiedo alla Giunta Gnassi di prendere in considerazione nuovamente la mia proposta, bocciata frettolosamente, valutandone l’importanza per i nostri ragazzi. Con un piccolo gesto possiamo rendere felici moltissimi studenti e le loro famiglie. Rifiutarsi di farlo aggrappandosi a inutili formalismi renderebbe il diniego ancora più amaro.