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i carabinieri smontano il caso

"Sono stata violentata in albergo", ma si rivela un falso allarme

In foto: la caserma dei carabinieri di Riccione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 15 lug 2020 14:03 ~ ultimo agg. 18:54
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L’allarme è scattato ieri sera intorno alle 20.30, quando alla caserma dei carabinieri di Riccione è arrivata la richiesta d’aiuto di uomo: La mia ragazza è stata violentata nella sua stanza d’albergo, lì a Riccione… dovete aiutarla”. Dopo essersi fatti indicare la struttura nella quale alloggiava la donna, una 36enne turista piemontese, i militari del Nucleo operativo si sono precipitati nell’hotel indicato. Ad aprire la porta della camera è stata proprio la presunta vittima, in evidente stato confusionale, che a stento si reggeva in piedi. Alle divise avrebbe confermato di essere stata violentata da un uomo, del quale però non c’era più traccia. Ad avvertire il suo ragazzo, rimasto in Piemonte, era stata lei stessa.

La 36enne è stata accompagnata al pronto soccorso dell’Infermi, dove è stata sottoposta ad un’accurata visita ginecologica che però ha dato esito negativo. I medici, infatti, non hanno riscontrato alcun segno di abuso. In compenso la turista emanava un forte odore di alcol, presente anche all’interno della stanza. Dai successivi accertamenti è emerso che la donna non solo si era ubriacata, ma aveva ingerito anche una elevata quantità di psicofarmaci. In camera, infatti, sono state ritrovate tracce di medicinali.

Davanti alle domande degli investigatori dell’Arma, la donna ha confessato di essersi inventata tutto. O meglio, la sera prima avrebbe avuto sì un rapporto sessuale con un uomo conosciuto a Riccione, ma consenziente. Nessuna forzatura, né violenza. Solo che la 36enne si sarebbe sentita in colpa verso quello che lei reputa il suo fidanzato (in realtà tra i due parrebbe esserci una frequentazione, più che una vera a propria relazione) e per questo motivo ieri pomeriggio si sarebbe prima ubriacata e poi, una volta rientrata in stanza, avrebbe assunto degli psicofarmaci, come a voler cancellare il ricordo del tradimento. E’ stata lei stessa a confessare ai carabinieri di aver fatto una sciocchezza e di essersi inventata la violenza, poi raccontata al suo ragazzo. Così, verso le due di notte, è cessato l’incubo della possibile, ennesima violenza sessuale in Riviera.

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di Simona Mulazzani   
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