Indietro
menu
C'è commedia e commedia

Riccione sullo schermo. Oggi Netflix per dimenticare il passo falso del 2019

In foto: un frame di "Riccione"
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 8 lug 2020 14:07 ~ ultimo agg. 19:20
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

I primi commenti da chi ha visto “Sotto il sole di Riccione” su Netflix vertono generalmente intorno allo stesso concetto. E’ un “Sapore di mare” versione 4.0: in riferimento, appunto, ai classici di Carlo Vanzina dei primi anni ‘80 che raccontavano di amori estivi in spiaggia, ma senza telefonini. Un filone, quello della commedia leggera balneare, storicamente malvisto dalla critica quanto apprezzato dal pubblico a livello di ascolti. Pubblico che a quelle pellicole leggere e scanzonate è comunque affezionato, ieri al cinema e in tv oggi in digitale.

Ma intanto un merito il film scritto da Enrico Vanzina, potrebbe già averlo: far dimenticare il “Riccione” prodotto da Rai Pubblicità e pubblicato nel luglio 2019 su Youtube. Un film web che nel suo caso ha invece messo d’accordo critica e pubblico in una stroncatura unanime. In poco meno di un anno di presenza sul web “Riccione”, che ha avuto 1,6 milioni di visualizzazioni, ha collezionato 17mila dislike: percentualmente il 28% sui 61mila like. Non inganni il fatto che i pollici in alto siano comunque di più: è fisiologico per tutti i video su youtube. E’ la percentuale dei pollici in basso che è da record per prodotti di questo tipo.

Per “Natale a Roccaraso”, altro film web di Rai Pubblicità che “Riccione” si proponeva in qualche modo di bissare, la proporzione di dislike è dell’8% rispetto ai like. E le stesse clip di Pancio ed Enzuccio, le due webstar ingaggiate per “Riccione”, hanno percentuali di dislike solo dell’1% o poco più. Senza contare il tenore dei commenti a “Riccione” degli utenti di Youtube, molti dei quali irripetibili; le recensioni che vanno da “il prodotto web più brutto di sempre” a “la Rai dovrebbe vergognarsi”; le accuse di sessismo e omofobia, l’imbarazzo di molti riccionesi per l’immagine stereotipata di città del vizio e dell’illegalità. Il Comune specificò di non avere patrocinato l’opera. Rai Pubblicità specificò che si trattava di un prodotto parodistico costruito per Youtube. Poi, dopo il polverone, non si parlò più di quel film poco riuscito. Che però ancora oggi su Youtube, cercando la parola “Riccione” appare nelle prime posizioni della lista ancora capeggiata dalla hit dei Thegiornalisti.

 

Notizie correlate
di Redazione