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domenica 2 agosto 2020
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La fine dei Pirati

Carlo Ravegnani presenta il libro sul baseball riminese "Arrembaggio"

In foto: Alberto Antolini e Carlo Ravegnani
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 3 lug 2020 11:46 ~ ultimo agg. 4 lug 11:46
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Un libro che ripercorre le vicende del Baseball Rimini. Lo ha presentato questa mattina all’Augeo (in Corso d’Augusto, 217 – Rimini), l’autore: il giornalista del “Corriere Romagna” Carlo Ravegnani. Il libro si intitola “Arrembaggio”, sottotitolo “Da Rino Zangheri a Ciro il Pizzaiolo. I 18 mesi che hanno affossato i Pirati”.

Al fianco dell’autore, al tavolo dei relatori, il patron del San Marino Baseball, Alberto Antolini. In prima fila la famiglia Zangheri. Presenti numerosi personaggi che hanno fatto la storia del batti e corri riminese.

“Alla fine ce l’abbiamo fatta a pubblicare questo libro – attacca Carlo Ravegnani -. Vorrei fare un ringraziamento a tutti, a iniziare dall’amico e padrone di casa, Sergio Antolini, fratello di Alberto, e alla folta platea presente, a partire dalla famiglia Zangheri. È un libro dedicato al baseball riminese e non c’è bisogno che ricordi i 45 anni di presidenza di Rino Zangheri.

Io non sono un amante dei mattoni, ho quindi preferito un libro molto snello, semplice, formato da scritto e foto. Un libro che magari verrà letto tutto d’un fiato, poi qualcuno avrà voglia di rileggerlo facendo qualche ragionamento.

Perché l’idea di questo libro? Perché, come ho scritto nella prefazione, questa storia non va né cancellata né dimenticata, ma va raccontata e ricordata. È stato un capitolo importante della storia dello sport riminese e del baseball in particolare. Poi avevo voglia di scrivere qualcosa. Io lavoro al Corriere di Rimini e per ovvie ragioni di spazio non avrei potuto scrivere questo libro sul Corriere, anche perché qualche punzecchiatura che c’è nel libro forse non me l’avrebbero fatta neanche scrivere.

Mi sono confrontato molto con Alberto (Antolini, ndr). Il libro è una cronistoria abbastanza reale. Quando ho mandato la prima bozza ad Alberto gli ho detto di guardare alcuni punti critici. Lui mi ha detto: “vai pure, è tutto vero”. Questo libro non vuole essere una demonizzazione di chi ha portato alla scomparsa del Baseball Rimini, non è questo il mio obiettivo. Credo più che altro sia un’assunzione di responsabilità di chi ha contribuito in modo più o meno importante alla scomparsa di una società gloriosa, storica, che ha portato lustro allo sport cittadino e al baseball italiano. Non vuole essere neanche una beatificazione di Rino Zangheri, che non ha certo bisogno del mio libro perché sappiamo quello che ha dato. Però secondo me i personaggi vanno ricordati.

Questo libro non vuole essere un atto d’accusa per chi ha portato alla chiusura il Baseball Rimini. Non vuole essere neanche una santificazione di Rino Zangheri, ma si fa un po’ troppo in fretta a dimenticare certe situazioni, certi personaggi e certi avvenimenti. L’obiettivo mio e di Alberto era radunare in questa splendida cornice questi personaggi. Eravamo abituati a vederci in questo periodo allo Stadio dei Pirati, oggi ci vediamo qui.

Il Baseball Rimini purtroppo, come sappiamo, è scomparso, il baseball a Rimini invece per fortuna è vivo. Lo dimostra il fatto che ci siamo ritrovati sulla scia della grande avventura di Rinascita Basket Rimini, che ha riportato 3mila persone al palazzetto dello sport. Ricordiamoci che era precipitata in una categoria, la serie C, che per il Basket Rimini era veramente il fondo. Ci siamo dati una filosofia: provare a ripartire sulla scia del basket e riportare il baseball a Rimini non dico ai fasti di un tempo, comunque abbastanza recente perché lo scudetto è datato 2017, ma comunque ridare credibilità a questo sport che a Rimini è vivo grazie a tutti i giovani che lo praticano. L’idea è provare a costituire una società con tutte le forze presenti sulla piazza. Tiziano Pellegrini è il motore di questa iniziativa. Come ho scritto anche nel libro, è un progetto ancora embrionale, ma comunque è già un progetto importante. Abbiamo due squadre che giocano in serie B: i Falcons e lo Junior Rimini. Giochiamo con una stragrande maggioranza di giovani e con una stragrande maggioranza di ragazzi riminesi. Giochiamo la domenica, mattina e pomeriggio. Per quanto riguarda il baseball d’élite è rappresentato ottimamente da San Marino.

Il prossimo anno ci sono gli Europei di Baseball, la Spagna ha ritirato la propria candidatura. La Federazione Italiana ha proposto la propria candidatura. Io credo che oggi potrebbe esserci l’operazione rilancio del baseball riminese, il riscatto della città di Rimini nei confronti del baseball che secondo me è stato un po’ abbandonato. Credo sia un momento importante in cui l’amministrazione comunale possa rendere di petto la situazione, affrontare la condizione precaria dello Stadio dei Pirati, renderlo agibile, e organizzare i campionati europei proprio a Rimini. Una partita con la Nazionale italiana in campo penso possa essere l’occasione giusta per intitolare lo stadio a Rino Zangheri”.

Alberto Antolini: “A me non sarebbe mai venuto in mente di scrivere un libro su Rino Zangheri. Poi l’entusiasmo di Carlo e il fatto che per il Pres qualcosa andava fatta per poterlo ricordare hanno fatto il resto. Secondo me il suo volere era che il Rimini Baseball finisse con la sua figura e io vorrei che fosse rispettato questo. Nel libro viene fuori che era un santo, non era un santo. Si era rabbonito con l’età. Era duro duro: era duro quando doveva essere duro e morbido quando doveva essere morbido. Era il suo bello. Io l’ho visto piangere, non credo a parte la sua famiglia ci sia tanta gente che l’abbia visto piangere. Sono contento di averlo fatto: Rino lo merita. La mia testimonianza è tutta la verità.

Ho vissuto tutti i momenti più importanti della famiglia Zangheri. L’obiettivo era raggiungere la stella e la stella è arrivata, anche se ci siamo riusciti con un anno di ritardo. Mi manca. Tra noi c’era affetto. Lo voglio ricordare così com’era. Anche da avversari il rispetto c’è sempre stato. Ci siamo visti in un bar di Dogana insieme a Luca per organizzare la coppa Italia a Rimini, l’abbiamo organizzata in pochissimo tempo. Ringrazio Carlo per avermi permesso di ricordare cose che per me resteranno indelebili. Io non sono così convinto che Rino vorrebbe lo stadio intestato. Lui voleva la Coppa Campioni, che non gliel’ha data nessuno. Io credo che lo stadio gli vada intestato per il bene che la famiglia Zangheri ha voluto al baseball, ma a lui secondo me non interessa niente di avere lo stadio intestato”.

Carlo Ravegnani: “C’è un capitolo nel libro che s’intitola: “l’hanno data a Pillisio”. C’era stata una telefonata di Alberto, che mi aveva detto quella frase. Lì ho detto: non è possibile, qui c’è da scrivere un libro. Era finita un’era. Il libro è anche un atto d’amore verso Rimini”.

Alberto Antolini: “Quello era il suo giochino e nessuno poteva portarglielo via”.

Durante la presentazione sono stati poi raccontati tanti aneddoti sul baseball riminese.

La presentazione è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Icaro Sport.

 

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