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La guerra dei cieli

Rivalità pericolosa: tensione tra gli aeroporti di Rimini e Forlì

In foto: l'aeroporto di Rimini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 16 giu 2020 13:50 ~ ultimo agg. 17 giu 12:52
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Tempi difficili per l’aeroporto di Rimini. Come se non bastassero le difficoltà legate alla ripartenza dopo l’emergenza covid, ci si mette anche il rischio che riesploda quella che, anni addietro, era stata ribattezzata “la guerra dei cieli” con Forlì. Ma andiamo con ordine. Primo passo per il Fellini, chiuso da marzo, è la riapertura. Il fatto che l’aeroporto non rientri tra i 25 scali riaperti dall’ultimo decreto del ministro ai trasporti non è però una sorpresa per AiRiminum. Anzi è stata la stessa società a prendere la decisione, di concerto con Enac, per ottimizzare i costi. Da noi sollecitata, AiRiminum ha spiegato di aver optato per “mantenere l’attuale status fino a fine giugno in quanto con l’estensione dell’apertura delle frontiere Extra UE al 1° luglio anche i voli programmati per giugno sono stati spostati”. Di fatto nei prossimi giorni era previsto il solo collegamento con Tirana. Già dal primo luglio invece è atteso l’esordio del collegamento con Teheran, dal quattro il collegamento Ryanair con Londra e poi i voli con l’Ucraina e con Varsavia. Il decreto ministeriale scade il 14 luglio. Enac però, sulla base di eventuali richieste ed esigenze di trasporto aereo, può modificare e integrare l’elenco. A turbare i sonni di AiRiminum è invece la rivalità riaccesa con Forlì. Il Ridolfi, che dovrebbe riaprire ai voli nella primavera 2021, è stato inserito tra gli scali di interesse nazionale, come il Fellini. In questo modo non ricadrà sui gestori privati la spesa per la sicurezza (si parla di 200 milioni per 30 anni garantiti da un emendamento alla finanziaria 2019). Come se non bastasse, sembra poi che la proprietà del Ridolfi, la Fa srl espressione dell’imprenditoria romagnola, stia cercando di strappare contratti a compagnie che attualmente volano da Rimini (l’identikit sembrerebbe calzare a pennello alla Pobeda, importante low cost russa). Una concorrenza che ricorda quella che anni fa portò serie difficoltà ad entrambi gli aeroporti con le relative società di gestione poi fallite a distanza di breve tempo l’una dall’altra. La consigliera regionale Nadia Rossi ha chiesto alla Giunta di definire una strategia regionale per i quattro scali dell’Emilia Romagna in base a determinati target di riferimento. Per Rimini sicuramente il turismo mentre per Forlì, tempo addietro, si parlava di cargo. AiRiminum però ha molti timori e, sembra, li abbia messi nero su bianco in un dossier inviato agli amministratori locali. Intanto la rivalità tra scali ha riacceso anche la polemica politica con Pd e Lega che si rimpallano responsabilità. E nella discussione non mancano neppure i campanili. Tutti d’accordo sugli aspetti negativi della “guerra dei cieli” ma opinioni opposte su chi sia il colpevole della situazione.

E mentre la polemica impazza, per il Fellini cambiano ancora una volta le carte in tavola: dopo un buon 2019, doveva essere l’anno dei nuovi collegamenti e del mezzo milione di passeggeri, invece il futuro è ancora tutto da scrivere.

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