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Gnassi scrive al Governo

Pertinenziali. Il comune di Rimini torna alla carica

In foto: il sindaco Gnassi
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 17 giu 2020 15:03
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Il comune di Rimini dopo averlo già fatto nei giorni scorsi torna a sollecitare il Governo sul tema dei canoni pertinenziali e e lo fa con una lettera a diversi ministri e parlamentari con cui  promuovere e sostenere l’emendamento, proposto nei mesi scorsi da ANCI, che vuole dare soluzione a un tema fondamentale per la sopravvivenza di centinaia di imprese.

I canoni, con una legge del 2007, sono stati commisurati ai valori di mercato, con un aumento molto significativo. Sono passati in alcuni casi da poche migliaia di euro ad oltre centomila euro. Un aumento irragionevole – sostiene Gnassi – se confrontato con i canoni irrisori richiesti agli altri concessionari demaniali marittimi. La decisione “ha portato diversi contenziosi e ha messo in ginocchio oltre 300 imprese in tutta Italia a cui in alcuni casi per parziale versamento del canone è stata tolta la concessione, concessione che paradossalmente non è stata assegnata a nessun altro per l’elevato ammontare del canone; gli avvisi pubblici, infatti, sono andati deserti e i beni pubblici risultano in stato di degrado e abbandono“.

La legge di stabilità del 2014 ha introdotto la possibilità di definire il contenzioso con il pagamento agevolato di una somma pari al 30% di quanto dovuto, ma non ha risolto il problema neppure per il periodo di sanatoria previsto (2007 – 2013) in quanto soggetta ad interpretazioni diverse che hanno innescato ulteriori contenziosi.

I Comuni delegati all’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo sono costretti ad affrontare situazioni ingestibili con il timore da un lato che attività commerciali presenti sul territorio anziché concorrere all’incremento dell’offerta turistica possano divenire luoghi di degrado ed abbandono e dall’altro di subire indagini da parte della Corte dei Conti per non avere adottato le misure previste nei confronti dei concessionari per il parziale e/o mancato pagamento del canone. Anci già da molto tempo e in più’ occasioni ha segnalato la necessità di un intervento del legislatore che ponga definitivamente fine alla situazione di cui sopra sottolineando anche lo scarsa incidenza che una misura a favore dei concessionari pertinenziali avrebbe sul bilancio dello Stato“. La proposta è di tornare alle cifre pre 2007.

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