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L'astensione dell'8 giugno

La scuola in sciopero: manca un piano per riaprire in sicurezza

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 7 giu 2020 16:39
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Anche i sindacati della scuola riminesi aderiscono allo sciopero dell’8 giugno per lamentare la mancanza di adeguati piani operativi in vista della riapertura delle scuole in sicurezza. Nella provincia di Rimini, ricordano i sindacati, ci sono 39 scuole statali e 94 paritarie per un totale di 133 istituti.
3.468 i docenti e 739 docenti di sostegno per un totale di 4.207. 1.055 unità il personale ATA (amministrativo tecnico ausiliario).
I 42.164 alunni totali sono divisi in: 3.753 scuola infanzia – 14.025 scuola primaria – 9.388 scuola primo grado – 14.998 Scuola secondo grado.

“Ad oggi – si legge nella nota congiunta a seguito dell’incontro col ministro Azzolina del 4 giugno – non si va oltre alle generiche intenzioni di tornare alle attività in presenza, ma senza alcun progetto definito e concretamente praticabile”.
“Oltre alle indicazioni fornite dal CTS della Protezione Civile e da osservare per riaprire in sicurezza le scuole a settembre, è parsa da tutti condivisa la convinzione che la Didattica a distanza non possa considerarsi sostitutiva di un modello di scuola il cui fondamento è rappresentato anche dal diretto rapporto che si sviluppa in una situazione di diretta presenza”.
I Sindacati “hanno rivendicato l’urgenza di un piano operativo, di cui non vi è al momento alcuna traccia. Non si può rimanere nella sostanza fermi, in attesa che l’abbassarsi della curva epidemiologica ci riconsegni ad una normalità, come è sembrato di cogliere nelle parole della ministra, che ripropone lo stesso atteggiamento assunto anche in momenti precedenti, nei quali si sono seguite le consuete prassi amministrative, prescindendo dal carattere di straordinarietà determinato dalla pandemia.
Un sistema già sovraccarico di elementi burocratici che ne minano l’efficienza, ha oggi più che mai bisogno di liberarsene, e ciò richiede un provvedimento legislativo organico per consentire la riapertura in sicurezza a settembre, che tutti assumono a parole come obiettivo, ma che va perseguito rapidamente nei fatti.
È questa la ragione fondamentale tra quelle che hanno indotto tutti i sindacati della scuola a proclamare uno sciopero non etichettabile come corporativo, tanto che lo stesso Premier, proprio nell’incontro di ieri, ha affermato di condividerne gli obiettivi”.
Uno sciopero “che comporta l’astensione da tutte le attività individuali e collettive: sciopereranno per chiedere che sia possibile un ritorno a settembre alle attività in presenza, che si diano per questo alla scuola risorse e personale stabile, ricordando che saranno docenti, amministrativi, dirigenti, tecnici e collaboratori i soggetti su cui ricadrà direttamente l’onere di far ripartire la scuola e di farla funzionare al meglio”.

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