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Aria di campagna elettorale

La "guerra" tra aeroporti fa esplodere la polemica politica tra Pd e Lega

In foto: polemica tra Pd e Lega
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 16 giu 2020 11:40 ~ ultimo agg. 13:57
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La “guerra dei cieli” che sembra destinata a scoppiare nuovamente tra l’aeroporto di Rimini e quello di Forlì (che riaprirà ai voli nel 2021) è diventata tema di dibattito politico in un clima che si sta già scaldando in vista delle amministrative a Rimini della prossima primavera. Il primo affondo arriva dal segretario provinciale del PD Filippo Sacchetti. L’esordio della nota stampa non lascia spazio a dubbi: “che la Lega a Rimini conti quanto il due di coppe quando si gioca a pallanuoto – attacca Sacchetti – era già plasticamente evidente con le candidature alle ultime regionali. Pecci escluso, Zoccarato silente, tutto il resto snobbato, Galli emarginato e via libera al carneade d’oltreconfine Montevecchi. Tra Parlamento e Regione, la Lega del Comune capoluogo ha numero 0 (zero) di suoi rappresentanti”. Secondo il segretario del Pd “la Lega di Rimini” è di fatto “commissariata dal forlivese Jacopo Morrone e dalla riccionese Renata Tosi”. Sacchetti fa due esempi: “prima ci ha pensato la sindaca con la proposta (esilarante) di trasformare la caserma ‘Giulio Cesare’ di Rimini in un ospedale Covid. Poi il dinamismo di Morrone (e non solo lui) nel fregiare l’aeroporto di Forlì del titolo di ‘scalo di interesse nazionale’, in una assenza totale di discorso e di relazione con il ‘Fellini’ di Rimini”. Secondo Sacchetti “c’è una strategia nazionale, con ogni evidenza, per cui la Lega mira deliberatamente a punire la città e la comunità di Rimini con proposte e scelte vendicative, reazione alle sonore batoste elettorali prese da queste parti. E queste scorribande contro la città di Rimini sono permesse dal silenzio di partito della Lega riminese, costantemente bypassata e zittita”.
Un duro attacco al quale rispondono per le rime il segretario provinciale del Carroccio Bruno Galli e il consigliere regionale Matteo Montevecchi che ricordano a Sacchetti “che alle ultime elezioni regionali la Lega, nella circoscrizione di Rimini, ha ottenuto il 34% dei voti (per la precisione 55.337) contro i 50mila del Pd. Capisco che per Sacchetti sia dura ammettere che quello di Salvini sia il primo partito anche nel riminese, ma gli consigliamo di iniziare a lavorare per il suo territorio piuttosto che perdere del tempo in sterili polemiche. Perché non è attaccando la Lega che risolleverà le sorti del suo partito e quelle della Giunta Gnassi. Non è tirando per la giacchetta i suoi avversarsi che Sacchetti farà quadrare i conti dell’Amministrazione Gnassi, evitandone il commissariamento”. Gli esponenti del Carroccio tirano in ballo “il fallimento di Aeradria, il Tecnopolo, Acquarena, l’emergenza sicurezza sono solo tra i più evidenti e recenti fallimenti del Partito Democratico nel capoluogo felliniano”. Galli e Montevecchi accusano infine il Pd di “incapacità di interloquire con il proprio elettorato” e di usare un linguaggio “saturo di arroganza, invidia e prepotenza.

Affida invece ad un post su facebook la sua risposta a Sacchetti il consigliere comunale della Lega Matteo Zoccarato che parte proprio dalla premessa aeroportuale. “Nei giorni scorsi, il Governo ha firmato un decreto che inserisce l’aeroporto di Forlì, fermo da anni, nella tabella degli aeroporti di rilevanza strategica nazionale (con conseguenti importanti benefici). Va da se che, se non verrà sviluppato un’attento e oculato piano generale e collettivo, ciò comporterà una guerra commerciale tra il nostro scalo ed il loro; guerra che non farà del bene a nessuno”. Fatta la premessa Zoccarato, definito “silente” dal segretario Pd, punta il dita proprio sul partito democratico per l’attuale situazione che “ha fatto fallire il nostro bellissimo aeroporto e “in questi anni non è stato in grado di approfittare della chiusura di Forlì, per riportare il Fellini agli antichi fasti”. Zoccarato cita anche il “Partito Democratico di Forlì, che oggi probabilmente sta stappando champagne”, “chi amministra la Regione, evidentemente non in grado di mettere sul tavolo una strategia collettiva tra città” e infine “il governo romano, con la cortese collaborazione diretta e indiretta dei sopra citati, che ha firmato i decreti che hanno reso possibile tutto ciò”.
Quando avrà finito il giro di parenti ed amici – conclude Zoccarato riferendosi a Sacchetti – solo allora potrà venire a lamentarsi da me. Ma anche qua probabilmente troverà poca soddisfazione (in quanto ovviamente troverebbe un “silente”)”.

A rispondere anche il capogruppo della Lega Marzio Pecci che, dopo aver fatto alcune puntualizzazione politico-elettorali, si sofferma sul tema aeroportuale. “La Lega, primo partito riminese, guarda alle cose concrete e nell’interesse della città ritiene opportuno superare la contrapposizione politica per dare spazio ad una collaborazione tra maggioranza ed opposizione per promuovere una strategia comune, sostenuta dalla Regione. Da molto tempo chiedo che l’aeroporto di Rimini diventi “porta di ingresso del turismo culturale in Italia” e “Hub per l’avioturismo”, ma su queste proposte né il Sindaco, né l’assessore regionale Corsini, né i consiglieri comunale del PD, né il Segretario provinciale del PD si sono mai espressi. Ora è il momento delle risposte. Nell’interesse del territorio riminese, ritengo, quindi, di superare i campanili per costruire un serio progetto per il rilancio dell’aeroporto di Rimini le cui risorse per gli investimenti non dovranno provenire solo dalla società di gestione privata Airiminum, ma dovranno essere stanziate anche dalla regione perché l’aeroporto è una struttura indispensabile per fare fruttare i 50 milioni impiegati per il recupero del patrimonio storico culturale, per il nostro turismo e per le nostre industrie“.