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Infermieri davanti Prefettura: eroi dimenticati. Nemmeno invitati a inaugurazione nuovo reparto

In foto: La portavoce di nursing up Francesca Batani
di Lucia Renati   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 4 giu 2020 13:58 ~ ultimo agg. 5 giu 10:21
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Infermieri in protesta davanti la Prefettura di Rimini questa mattina. Chiedono stipendi adeguati ai cambiamenti che ci sono stati durante la pandemia nelle strutture ospedaliere e più dignità.

Nella protesta di questa mattina organizzata da Nursing up, il Sindacato degli Infermieri Italiani c’erano tutte le delusioni e le speranze disattese dopo anni di richieste. Nemmeno l’emergenza sanitaria più grave vissuta negli ultimi 50 anni è servita a smuovere qualcosa. Ora che la situazione sta lentamente migliorando, gli infermieri scendono in piazza per chiedere più dignità per il loro lavoro, uno stipendio più alto e un maggiore riconoscimento della loro figura, non solo dal punto di vista economico.

Dopo aver affrontato a mani nude dai primi giorni l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da nuovo Coronavirus (covid-19) e aver vissuto l’incubo degli ospedali e delle terapie intensive in questi mesi, ora sono loro che chiedono un aiuto concreto.  “Questa porta (quella della Prefettura di Rimini ndr) non si aprirà. Ma noi vogliamo risposte dalle istituzioni – dice Francesca Batani, responsabile regionale del sindacato Nursing Up. Ci hanno chiamati eroi ma noi non ci sentiamo tali, abbiamo solo fatto il nostro dovere. Il nostro lavoro. La differenza è che ora tutti sanno cosa facciamo e come lo facciamo. Abbiamo lavorato in emergenza, preso in carico molti più pazienti di quanti potessimo sopportare. Se il Governo pensava di accontentarci galvanizzandoci con il nome di “eroi” e pensasse che questo ci bastasse, si è sbagliato di grosso. La protesta di oggi non è in un giorno casuale  – spiega Francesca Batani, responsabile regionale del sindacato (oggi a Rimini c’è il Ministro Boccia con il governatore Bonaccini ad inaugurare il nuovo reparto di terapia intensiva dell’ospedale Infermi ndr) –

Troppo facile proclamarci eroi nel momento del bisogno e poi voltarci letteralmente le spalle, oggi non siamo stati nemmeno invitati all’inaugurazione. Non c’è neanche un rappresentante degli infermieri”.

«L’emergenza Covid ha messo in ulteriore evidenza, che la nostra professione è indispensabile,ha stigmatizzato ciò che da sempre denunciamo: ovvero che gli infermieri sono la spina dorsale del sistema sanitario nazionale: ma in concreto la politica e tutte le istituzioni continuano a trattarla in modo inadeguato sia socialmente che economicamente»

Le istanze:

– La necessità di un contratto fuori dal comparto
– Aumento stipendiale serio, sostanzioso e strutturale.
– Diciamo basta ai bonus una tantum!
– Rivisitazioni e istituzioni di nuove indennità, in particolare indennità infermieristica permanente che sia parte del trattamento economico fondamentale e non una “una tantum”. L’emergenza Covid-19 ha accentuato le profonde differenze rispetto alle altre professioni. La libera professione alla stregua dei medici – Aggiornamento professionale e riduzione del debito orario settimanale per la frequentazione, come già avviene per i medici.
Per la salute e la cura dei cittadini:
– l’istituzione SERIA dell’infermiere di famiglia in quanto figura fondamentale per la prevenzione ed educazione sanitaria: l’infermiere è la figura che si prende cura della persona e del mondo che lo circonda (famiglia, società ecc)
– Più infermieri nei reparti (a fare gli infermieri e non i factotum) per tutelare la vita dei pazienti: è dimostrato scientificamente (British Medial Journal, NR4Cast ecc) che avere un rapporto di 1 infermiere ogni 6 pazienti riduce del 20% la mortalità nei reparti di medicina e del 17% in quelli di chirurgia

La protesta si terrà in altre città dell’Emilia-Romagna.

LE DATE DEI FLASH MOB NELLA REGIONE:

il 04 giugno davanti al Palazzo del Governo a Rimini

il 05 giugno davanti al Palazzo del Governo a Ferrara

l’08 giugno davanti al Palazzo del Governo a Ravenna

il 09 giugno davanti al Palazzo della Regione a Bologna

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di Redazione   
di Andrea Polazzi