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No a idea di "ospedalizzazione"

Gnassi su La7: servono "zone blu economiche" e una strategia per il turismo

In foto: Gnassi in collegamento
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 16 giu 2020 16:57 ~ ultimo agg. 17 giu 12:52
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Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ieri ha contattato il primo cittadino di Firenze Nardella per condividere una proposta per l’istituzione delle “zone blu economiche” da sottoporre al governo per i Comuni ad alta vocazione turistica e dunque fortemente penalizzati dall’attuale contesto internazionale. Con le zone blu si interverebbe sia sul fronte del sostegno ai bilanci dei Comuni sia dando alle amministrazioni strumenti per dare agevolazioni e incentivi, fiscali e non, alle imprese del settore turistico. Oggi, in collegamento da Rimini, Gnassi è stato ospite della trasmissione “L’aria che tira” su La7 in un approfondimento dedicato al turismo.

A margine del tema Stati Generali, il sindaco ha detto: “Se ti chiami Italia, sei un Paese a mollo nel Mediterraneo, è indispensabile avere una politica industriale del turismo per diventare leader nel mondo, superando l’approccio fai-da-te. Serve uno scatto di pensiero”. Una direzione in cui vanno direzione le recenti proposte del ministro Franceschini sulla infrastrutturazione ferroviaria del corridoio tirrenico e del corridoio adriatico. “Se non ci mettiamo in testa che il turismo ha bisogno di una strategia, se non investiamo buona parte dei 170 miliardi di euro del Recovery Fund su una politica industriale del turismo, si salveranno i grandi e moriranno tanti piccoli”

Sulla partenza di una stagione turistica difficile, dice: “prima bisogna uscire dal lockdown che abbiamo in testa, dalla paura alla leggerezza. Siamo stati i primi a chiudere anche perché volevamo essere i primi a uscire.  Quindi se diamo l’idea di spiagge e patrimoni artistici ospedalizzati o alberghi pronti soccorsi, il sentiment della voglia di vacanza non si traduce in prenotazione. Rimini e l’Emilia Romagna le spieagge sono sicure perché abbiamo chiuso prima e non abbiamo il pronto soccorso in spiaggia, perché le nostre colline possono essere consumate, così come nel resto d’Italia, con quello spirito di bellezza che esprimono”. Serve “rigore e buon senso, sicurezza e sorriso. Noi in questo senso abbiamo abbiamo lanciato il progetto open space”.

Gnassi ha declinato in chiave riminese la ripartenza post emergenza: “Il Covid accelera il processo di qualificazione ambientale e sostenibie che le città che investono sul turismo devono fare.  A Rimini se non ci fosse stato il Covid oggi avremmo già i primi chilometri di lungomare pedonalizzato, che si combina con l’investimento per il superamento degli scarichi fognari. Al turismo serve un pensiero per non ricadere in scorciatoie, come appunto le spiagge ospedalizzate o analisi negli alberghi. Credo che oggi ci sia una grande opportunità: ci sono 300 milioni tra recovery fun e mes, perché non facciamo come fatto per il Bando periferie, con una logica premiale per la riconversione dei distretti turistici maturi”.

Il servizio di La7

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