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da ottobre a Genova

Don Davide Arcangeli entra nei Gesuiti, lascia la parrocchia di San Lorenzo

In foto: Don Davide Arcngeli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 2 giu 2020 12:20 ~ ultimo agg. 3 giu 13:00
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Un nuovo affascinante percorso nel cammino sacerdotale di Don Davide Arcangeli, fino ad oggi vicario parrocchiale a San Lorenzo di Riccione. Don Davide è stato ufficialmente ammesso al Noviziato della Compagnia di Gesù.  Ad ottobre 2020 si trasferirà a Genova, lasciando gli attuali incarichi pastorali in diocesi: in parrocchia, ma anche da direttore del settore Apostolato Biblico e Docente all’l’ISSR MArvelli.

Una scelta – spiega la Diocesi – non è improvvisa, ma frutto di un discernimento iniziato dal gennaio 2019 e maturato attraverso esperienze condotte nella Compagnia e attraverso gli Esercizi Spirituali. Il Vescovo Francesco fin dall’inizio lo ha accompagnato nel dialogo e nella preghiera, ha offerto le sue indicazioni e consigli e ha accolto la decisione definitiva di don Davide, valutando positivamente il discernimento compiuto, pur nella sofferenza della prossima partenza.

Accompagniamolo con la nostra preghiera, certi che, se da un lato la perdita di don Davide ci rattrista e non è indolore per la nostra Diocesi, dall’altro la sua risposta alla chiamata interiore del Signore ci edifica e sollecita ciascuno di noi e la nostra Chiesa a porsi in ascolto dello Spirito e a discernere il cammino che il Signore Gesù le indica”.

 

Alcuni stralci della lettera che don Davide ha scritto ai confratelli sacerdoti:

Non è una decisione improvvisa, frutto di qualche esaltazione o gratificazione momentanea o di qualche frustrazione da cui fuggire. È invece la maturazione di un percorso di discernimento profondo, iniziato dodici anni fa, nel contesto del mese ignaziano, quando ero ancora in Seminario. Tale discernimento ha conosciuto un’ulteriore tappa di riflessione otto anni fa, prima di entrare in Diocesi, ed è stato ripreso con maggiore consapevolezza e serenità a partire da gennaio dello scorso anno. Ringrazio il Signore che mi ha concesso questi otto anni di vita diocesana, come vicario parrocchiale di San Lorenzo in Strada a Riccione, come direttore dell’Apostolato Biblico Diocesano e come insegnante di Sacra Scrittura presso l’Issr Alberto Marvelli di Rimini-San Marino. È un patrimonio di esperienza umana e pastorale che porterò sempre con me. La vita del prete diocesano è bella e ricca, un vero laboratorio di umanità, in cui mettere alla prova doni naturali e carismi, in cui crescere nell’uomo interiore e nell’affetto pastorale, in cui sperimentare sé stessi, facendo rete con altri e cogliendo i doni di ciascuno. In questa fase della vita ecclesiale il prete diocesano può soffrire la fatica di un’identità dai contorni non più così definiti come un tempo. Ma ciò può diventare una grande opportunità, se il prete diocesano si lascia immergere dallo Spirito nel cammino del popolo di Dio e qui ritrova in atto la sua peculiare identità di pastore, scoprendo così la sua personalità umana e carismatica. Proprio in questo cammino io ho scoperto che la consonanza con la spiritualità ignaziana non è per me solo uno dei diversi apporti spirituali che mi nutrono interiormente o ispirano alcune iniziative pastorali, ma è una fonte che costituisce il mio modo d’essere prete e battezzato.

Il Vescovo Francesco, che ha seguito da vicino il mio cammino con premura, attenzione e dialogo, senza risparmiare indicazioni e consigli da parte sua, ha infine accolto la mia decisione, affidandomi al Signore e impartendomi la Sua benedizione. Chiedo anche la vostra preghiera e benedizione, come confratelli nel ministero, presbiteri e diaconi. Prego anche per i preti più giovani della nostra Diocesi, perché si sentano accompagnati nella scoperta dei loro doni e carismi e sentano il presbiterio come una famiglia in cui esprimersi con libertà e protagonismo. Prego per il Vescovo Francesco e il vicario don Maurizio, a cui spetta il non facile compito della sintesi e dell’accompagnamento di tanti percorsi personali. Consapevole delle difficoltà pastorali, dovute anche alla carenza di ministri, prego perché lo Spirito illumini il discernimento pastorale e susciti energie nuove per la Chiesa di Rimini, di cui sono e sarò sempre figlio nel battesimo e nel ministero”.

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