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Anche come Anci

Canoni pertinenziali. Da Rimini la proposta di tornare ai tabellari

In foto: il litorale
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 2 giu 2020 13:58 ~ ultimo agg. 13:59
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In un momento in cui il mondo del turismo sta con fatica tentando di ripartire dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi arriva una proposta tesa a risolvere l’annoso nodo dei maxi canoni pertinenziali, che ha visto incrementi vertiginosi per 300 concessionari in tutta Italia: “ciò ha provocato numerosi contenziosi tra concessionari e Stato, con il risultato di immobilizzare operatori e ogni investimento negli ultimi 15 anni. E impedendo tra l’altro ai Comuni di poter lavorare a progetti di riqualificazione”. Per il primo cittadino riminese la soluzione sarebbe quella di ripristinare i canoni tabellari precedenti al 2007 eliminando, così, quelli di mercato. “E questo – afferma Gnassi – dovrà riguardare sia i canoni pertinenziali da versare al demanio sia quelli ex demaniali ora passati ai Comuni. Gli operatori hanno bisogno di certezze e i territori oggi hanno bisogno di investimenti per innovare e adeguarsi alle nuove esigenze”.

La vicenda, come è noto, nasce con la legge 296 del 2006 che dalla sera alla mattina introduce solo per i pertinenziali i criteri OMI, con l’effetto di un incremento esponenziale dei canoni sulle pertinenze demaniali.  “Come Anci abbiamo più volte sollevato il problema, fino a produrre emendamenti alle leggi in materia per risolvere una volta per tutte la questione, senza produrre continue misure tampone“.
Fino ad oggi non vi sono state le risposte che attendevamo. Anzi, la crisi dovuta al COVID-19 ha incancrenito la situazione, perché il rischio concreto per i concessionari e le imprese è che adesso le drammatiche difficoltà economiche generali e la pesante incertezza che grava sul settore balneare si sommino alla matassa precedente. Non possiamo permettercelo. Soprattutto in questa fase in cui sono proprio gli investimenti la chiave per tentare una faticosa ripartenza. Come Comune di Rimini e come Anci chiediamo che sollecitamente il Parlamento e il Governo riprendano in mano gli emendamenti già presentati, dando certezze a un pezzo di economia e di lavoratori oggi sull’orlo del tracollo”.

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