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raccolta di Famija Arciunesa

Al Ceccarini l'ecografo della generosità riccionese

In foto: l'ecografo donato
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 12 giu 2020 13:42
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Una veloce foto con l’ecografo già utilizzato in sala operatoria e un momento di condivisione con gli operatori sanitari del Ceccarini. La Famija Arciunesa ha consegnato questa mattina ufficialmente lo strumento raccolto grazie alle generose donazioni di tanti cittadini, riccionesi ma non solo, durante il periodo più impegnativo dell’emergenza sanitaria. In totale sono stati raccolti oltre 100 mila euro e 26mila sono investiti per questo prezioso macchinario subito utilizzato dall’ospedale.

“Una giornata indimenticabile – commenta il presidente di Famija Arciunesa Francesco Cesarini -. Nessuno può fischiettare una sinfonia, ci vuole un’intera orchestra per riprodurla: non si tratta della raccolta di Famija Arciunesa ma del territorio, di cittadini e di decine di associazioni che si sono in quei giorni di lockdown ritrovate fisicamente isolate, ma forse come mai così vicine. Ed oggi eravamo tutti idealmente insieme al Ceccarini per donare quell’ecografo, così importante tanto da essere disponibile solo per un veloce scatto perché utilizzato in sala operatoria. Siamo arrivati a raccogliere oltre 100 mila euro grazie anche e soprattutto al gesto di altruismo di tanti semplici cittadini, imprenditori, bagnini, albergatori, lavoratori, pensionati, studenti, alunni, genitori, una lista lunghissima, trasversale e composita, un elenco di centinaia di persone al quale va il nostro grazie infinito.
Ed ognuno ha partecipato con il proprio modo di fare, di essere e sentire: chi in punta di piedi, chi in modo anonimo, chi mettendoci la faccia per fare da traino a quella che è stata una raccolta nata in modo spontaneo dal basso, cresciuta con quelle dannate sirene che ululavano e con la profonda consapevolezza di come si sia fortunati a vivere da queste parti.
Ai medici, gli infermieri e tutto il personale del Ceccarini un immenso grazie per quanto hanno fatto con il loro lavoro, con straordinaria dedizione e capacità ma anche perché hanno capito da subito cosa stavamo facendo, quali fossero i nostri obiettivi comuni e per come ci hanno immediatamente sostenuto nella raccolta. Insieme a loro abbiamo condiviso ogni passo ed ogni scelta, soprattutto quelle inerenti ai macchinari da acquistare”.

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di Andrea Turchini