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La fine di un incubo

Minacce alla moglie anche davanti agli agenti. Spacciatore arrestato per maltrattamenti

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 22 mag 2020 17:11 ~ ultimo agg. 23 mag 10:30
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Alle 16 circa di ieri, due equipaggi delle Volanti della Polizia di Stato sono intervenuti nell’abitazione di due coniugi perché la donna, una 36enne pugliese, aveva richiesto l’intervento per i maltrattamenti che da tempo subiva da parte del marito. La stessa, preso coraggio dalla presenza degli Agenti, si è abbandonata a uno uno sfogo, raccontando di aver avuto l’ennesima lite con il marito, trentasettenne tunisino, passata alle vie di fatto.

Il diverbio di ieri era scaturito dalle continue richieste dell’uomo di denaro per le sue esigenze personali, situazione che la faceva sentire una schiava economica. L’uomo, appena ha intuito che la moglie, esasperata dalle continue richieste, avrebbe contattato le Forze dell’Ordine, era stata minacciata con la frase: “Stai attenta, non ho nulla da perdere, ti brucio viva”.

La donna ha dichiarato di temere per la propria incolumità a causa della personalità dell’uomo, pur non volendo ricorrere ad un “centro antiviolenze”, manifestando la volontà di rimanere da sola nel proprio domicilio.  Durante l’intervento, dalle dichiarazioni della vittima è emerso che l’uomo, oltre ad essere un abituale consumatore di sostanze stupefacenti, era anche dedito a spacciarle, occultandole all’interno dell’appartamento o nelle pertinenze. E’ stata allora effettuata una perquisizione personale con l’ausilio di personale cinofilo della Polizia Locale e con il cane Iago.

Nascosta in una lavatrice nel giardino dell’appartamento, sono stati rinvenuti diversi grammi di marijuana.  Da ulteriori accertamenti nel cellulare dell’uomo, sono emersi nella chat WhatsApp, vari messaggi da diversi contatti riconducibili ad una attività di spaccio. Sono stati trovati anche due coltellini multiuso, un rotolo di pellicola in alluminio ed uno in cellophane, materiale utile al confezionamento degli stupefacenti.

Le vessazioni del tunisino nei confronti della moglie non sono cessate nemmeno quando l’uomo è stato fatto salire a bordo dell’auto di servizio, quando ha mimato con le mani il gesto del taglio della gola dicendo: “Quando torno ti ammazzo”.

Considerata la pericolosità dello stesso, è appurato che lo scorso aprile personale dei Carabinieri aveva effettuato un intervento per fatti analoghi nella stessa abitazione, il PM di turno ha disposto l’accompagnamento in carcere del soggetto. L’uomo è stato tratto in arresto per il reato di maltrattamenti e detenzione di droga ai fini di spaccio e accompagnato questa mattina presso la casa circondariale di Rimini in attesa del giudizio di convalida.

La donna è stata accompagnata presso gli Uffici della Squadra Mobile, dove ha sporto denuncia/querela per il reato di maltrattamenti. Intanto gli uomini delle Volanti hanno raccolto le testimonianze dei vicini che hanno confermato le continue vessazioni ed ingiurie che da tempo la giovane era costretta a subire, e le innumerevoli richieste della donna al marito di andarsene dall’abitazione senza farle ulteriore male rispetto.

 

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