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chiesto il giudizio immediato

Massacra la moglie a colpi di mattarello, per il pm è tentato omicidio

In foto: Repertorio
di Lamberto Abbati   
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mer 6 mag 2020 17:04 ~ ultimo agg. 7 mag 07:46
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Il 21 ottobre scorso aveva sfogato tutta la sua ferocia contro la moglie, colpita ripetutamente con un mattarello. La donna, una 36enne albanese, si era difesa come aveva potuto, ponendo le braccia come scudo. A causa dei colpi inferti dal coniuge, un 41enne albanese, la moglie aveva riportato la frattura di entrambi gli arti superiori, oltre ad un trauma cranico con una vistosa ferita lacero contusa (prognosi di 40 giorni). A salvarla erano stati i vicini che, avvertendo le sue grida disperate, avevano chiamato subito la polizia.

Quando gli agenti della questura di Rimini fecero irruzione nel loro appartamento, trovarono il mattarello intriso di sangue sul tavolo della cucina e la donna, sotto choc, tutta tumefatta. A distanza di sei mesi da quella brutale aggressione, che ancora oggi fatica a spiegarsi se non con la cieca gelosia dell’uomo e l’abuso di alcol, il sostituto procuratore Davide Ercolani ha chiesto il giudizio immediato con l’accusa di tentato omicidio per il 41enne albanese, tuttora detenuto nel carcere dei Casetti.  Per il magistrato, infatti, l’uomo ha compiuto atti diretti a cagionare la morte della moglie, non riuscendo nel proprio intento per cause indipendenti dalla propria volontà, ovvero dalla reazione difensiva della donna e dall’intervento dei vicini. A sostegno della tesi del pm anche la perizia medico legale: il mezzo utilizzato, il numero di colpi inferti e la parte colpita avrebbero potuto uccidere la donna. L’albanese, difeso dall’avvocato Umberto De Gregorio, deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante di aver agito alla presenza dei figli minori.

La donna, che si costituirà parte civile, è difesa dell’avvocato Fiorenzo Alessi. Nel giudizio si costituirà parte civile anche l’associazione Gens Nova Onlus (associazione che si occupa della tutela delle donne vittime di violenza) con l’avvocato Elena Fabbri.