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Chiede di rivedere progetto

Il consigliere Frisoni: colata di cemento e invasivi terrazzi a Porta Galliana

In foto: porta galliana
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 13 mag 2020 15:01
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E’ stato tra i promotori del recupero di Porta Galliana a Rimini, ha seguito lo scavo dal principio, poi, giunto il momento di progettare la riqualificazione racconta di essere stato tagliato fuori, trovandosi dopo pochi mesi davanti ad una colata di cemento che non ha nulla a che fare con l’idea originaria. Il consigliere comunale di maggioranza del gruppo Patto Civico- Italia Viva Davide Frisoni esterna sulla sua pagina facebook tutta l’amarezza per il progetto di recupero così per come è stato realizzato. Il consigliere chiede di intervenire per mitigare l’impatto, eliminare i terrazzoni spigolosi e utilizzare più verde. Tra l’altro, sostiene Frisoni, terrazzi inutili, visto che con la nuova viabilità a doppio senso e la ciclabile non sarà possibile fermarsi per ammirare lo scavo.

Sono stato io  – scrive Frisonia volere il recupero di Porta Galliana da subito, appena eletto. Ho seguito i lavori durante tutto lo scavo con entusiasmo perché finalmente andavamo a recuperare un nuovo pezzo di storia oltre ad uno splendido manufatto. Poi ad un certo punto c’è da fare il progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area dello scavo e da quel momento sono rimasto tagliato fuori. Non ho visto i progetti (perché ne hanno fatti più di uno man mano che dallo scavo venivano fuori nuovi ritrovamenti), tranne il primo abbozzo. Qualche mese dopo mi ritrovo (come voi) di fronte ad una colata di cemento armato con terrazzoni spigolosi e decisamente invasivi (hanno voluto fare il verso al brutalismo di Viganò poco distante?). Chiedo subito di rivedere ed intervenire andando a mitigare l’impatto. Chiedo di usare di più il verde, la natura (promessa fatta all’inizio del progetto). Di tagliare quegli spigoli. Al momento è tutto come “colato” qualche mese fa. Non è per tutti saper capire come il “proprio progetto” su carta impatti veramente una volta realizzato. Questo è un caso lampante.
E’ questo che i tecnici del Comune intendono quando pensano ad un recupero e valorizzazione del Bene Storico? E la Soprintendenza ragiona allo stesso modo? Sembra di si.
La Soprintendenza è più preoccupata che il tavolino sia a un metro trentadue centimetri e tre millimetri distante dall’altro tavolino del bar, piuttosto che questi banali piccoli particolari di cemento armato che tolgono (questi si) visuale e visibilità adeguata a questo monumento storico! Non c’è equilibrio. Questo intervento è da rivedere.
Perché la nuova viabilità a doppio senso di marcia (che non mi convince) più la ciclabile affiancata al marciapiede pedonale prevista li a fianco, come sappiamo, non permetterà a nessuno di fermarsi ad ammirare lo scavo. Quindi? Terrazzi inutili! oltre che invasivi otticamente”.

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