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Il "Fondo Covid"

Brasini. Un piano per esentare attività da Tari e Cosap durante chiusura

In foto: palazzo Garampi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 2 mag 2020 15:23 ~ ultimo agg. 3 mag 10:18
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Nell’ambito del progetto ‘Rimini Open Space’, il pacchetto di misure che si propone di dare un supporto al tessuto socioeconomico riminese, alle sue imprese e alle sue aziende nella “fase 2”, oltre agli interventi immediati già messi in campo, il Comune sta definendo un piano straordinario (Fondo Covid) che andrà ad intervenire su due dei principali tributi, Cosap (canone per il suolo pubblico) e Tari. A fronte, spiega l’assessore Brasini, di un mancato introito in termini di minori entrate stimato in 50 milioni di euro. “Sono pochi i comuni che hanno assunto atti, siamo tutti in una situazione di potenziale default”.

“Il primo obiettivo dell’Amministrazione Comunale è creare le condizioni per far ripartire anche con modalità diverse tutte le nostre imprese – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – mettendo in campo tutte le leve a disposizione, consapevoli che il nostro tessuto economico è particolare e si fonda sul settore turistico e sulla sua filiera. Stimiamo che il pil generato a Rimini dal settore è di 4 miliardi e 600 milioni e a Rimini ogni giorno di chiusura costa in termini di pil 10/15 milioni di euro. E’ evidente che la sola Amministrazione non può reggere l’urto di questa chiusura, oltretutto in un contesto economico drammatico per gli enti locali”.

L’atto che sarà presentato al Consiglio Comunale “prevederà un impegno per il Comune di Rimini attorno ai 6/7 milioni di euro, con risorse del proprio bilancio, attraverso avanzo e quota mutui. Somma che si aggiunge agli oltre 25 milioni di euro già impegnati per non pesare sulle tasche di cittadini, famiglie, associazioni e imprese”.

Per quanto riguarda la Tari, si proporrà l’esenzione totale dal pagamento per il periodo in cui le imprese sono rimaste chiuse a seguito del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Un complesso lavoro “che prevede l’incrocio dei codici Ateco con i riferimenti dpr 158/99 e l’Osservatorio territoriale, considerando una media di tre mesi di chiusura. E’ prevista anche una riduzione per le attività che sono restate aperte, ma che hanno subito restrizioni. Anche per le imprese stagionali, che non sono state toccate da alcun provvedimento governativo, si sta valutando ad un abbattimento della Tari, presumendo ad esempio che gli stagionali lunghi (8 mesi), non avendo potuto aprire nel periodo di Pasqua e maggio, riaprano per i restanti quattro mesi estivi”.

Il Comune si sta muovendo attraverso Anci affinché si prendano provvedimenti legislativi nazionali che consentano alle Amministrazioni una riduzione della Tari mirata per categorie, in deroga a tutta la normativa TARI ed al nuovo metodo ARERA.

Per quanto riguarda la Cosap, l’obiettivo è quello di dare più spazio ai pubblici esercizi, mettendo a disposizione gratuitamente più metratura per occupazioni suolo pubblico in tutta la città, dal mare al centro storico, alle aree periferiche. Una Cosap 2, completamente gratuita, che consentirà ai negozi e ai locali di ampliarsi con maggiore possibilità di lavorare in sicurezza. Oltre all’azzeramento dei costi per le superfici marginali utilizzate per garantire il distanziamento fisico, è prevista l’esenzione del canone Cosap in considerazione dei mesi di chiusura dettati dall’emergenza sanitaria.

Il Comune di Rimini ha già congelato fino al 31 luglio i versamenti tributari, in attesa delle decisioni e delle decretazioni del Governo circa il sostegno ai Comuni e agli Enti locali. L’Amministrazione ricorda inoltre la ‘no tax area’ grazie alla quale i proprietari di immobili a destinazione commerciale o produttiva possono ottenere un contributo economico sulla base dell’IMU versata a fronte di una riduzione del canone di affitto alle imprese non inferiore al 20%, contributo che copre l’intero valore dell’Imu se la riduzione del canone supera il 30%.

 

 

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