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meno 4o milioni nell'anno

7,3 milioni di ricavi totali in meno. Il Covid pesa sul primo trimestre di IEG

In foto: fiera di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
mar 12 mag 2020 22:39 ~ ultimo agg. 13 mag 11:54
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Ricavi totali del primo trimestre 2020 a 60,4 milioni di euro in calo, per l’emergenza sanitaria COVID-19, rispetto ai 67,3 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente (-10,2%). EBITDA1 pari a 23,4 milioni di euro in riduzione, per minori ricavi, rispetto ai 25,3 milioni del primo trimestre 2019 (-7,7%). EBIT a 18,8 milioni di euro rispetto ai 21,1 dello stesso periodo 2019 (-11%). Risultato netto del Gruppo a 11,9 milioni di euro in calo rispetto ai 13,1 milioni di euro del primo trimestre 2019 (-9,7%). Il Consiglio di Amministrazione di Italian Exhibition Group S.p.A. ha approvato oggi il resoconto di gestione al 31 marzo 2020. Da marzo annullati tutti gli eventi nei padiglioni fieristici e i congressi e anche per il prossimo trimestre non è prevista nessuna iniziativa. La Società stima che al termine dell’anno ci sia una perdita di 40 milioni di euro sui ricavi complessivi

I risultati dei primi due mesi dell’anno con buoni risultati per Sigep e Vicenza Oro, che hanno generato nel complesso una crescita organica pari a 2,7 milioni di euro (+3,9%), non sono bastate a contenere la forte contrazione di marzo quando tutti gli eventi sono stati sospesi a causa della pandemia.  La riduzione complessiva dei ricavi è stata di 9,3 milioni di euro (-13,7%) rispetto al primo trimestre 2019.

Al 31 marzo 2020 la posizione finanziaria netta si attesta 106,8 milioni di euro contro i 104,5 milioni della situazione al 31 dicembre 2019. La PFN “monetaria” (che quindi non tiene conto del debito di 28,5 milioni di euro derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, dei debiti finanziari per eventuali future put option pari a 17,2 milioni di euro e per strumenti finanziari derivati per 5,7 milioni di euro), si attesta a 55,3 milioni di euro rispetto ai 53,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019. Il patrimonio netto consolidato al 31 marzo 2020 ammonta a 118 milioni di euro rispetto ai 106 milioni di euro al 31 dicembre 2019.

Gli effetti provocati dall’emergenza sanitaria sono stati di due tipi. Il primo è rappresentato della cancellazione di eventi fieristici e congressuali programmati nel primo trimestre 2020 e dal blocco, a partire dal mese di marzo, dell’attività delle società operanti nel business servizi correlati, che ha comportato una perdita di ricavi pari a 5,4 milioni di euro (-8%). Il secondo è rappresentato dallo spostamento, per effetto della riprogrammazione in altra data del 2020 rispetto al primo trimestre, di manifestazioni fieristiche organizzate/ospitate dalla Capogruppo e di eventi congressuali, che ha determinato un calo dei ricavi di 3,9 milioni di euro (-5,7%).

Il “core business” del Gruppo, costituito dall’organizzazione diretta di manifestazioni fieristiche, ha rappresentato nei primi tre mesi dell’anno il 71,3% dei ricavi complessivi e mostra un decremento di 2,8 milioni di euro (-6,2%) rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Come per i ricavi complessivi, anche per questa linea di business questa contrazione dei ricavi è stata il frutto di differenti fattori. Innanzitutto, il comparto ha registrato una sensibile crescita organica di 2,4 milioni di euro (+5,1%) realizzata grazie agli ottimi risultati dei due più importanti prodotti fieristici della Capogruppo, Sigep – che ha visto l’affiancamento della manifestazione triennale ABTech Expo, Salone internazionale delle tecnologie e prodotti per la panificazione, pasticceria e dolciario – e Vicenza Oro nell’edizione January assieme a T-Gold. Questa crescita è stata tuttavia completamente assorbita dall’”effetto COVID-19” nella duplice forma dell’“effetto cancellazione”,” per euro 1,6 milioni (- 3,5%), e dell’“effetto posticipo”, per euro 3,4 milioni (-7,4%).

Gli Eventi Congressuali, che nel primo trimestre rappresentano l’1,2% de ricavi complessivi, accolgono i risultati derivanti dalla gestione delle strutture del Palacongressi di Rimini e del Vicenza Convention Centre (VICC). Il primo trimestre 2020 evidenzia ricavi pari a 0,8 milioni di euro, mostrando una contrazione di 1,8 milioni di euro (-70%) rispetto al medesimo periodo del 2019, interamente imputabile all’”effetto cancellazione” dovuto al COVID-19. I ricavi dei Servizi Correlati – rappresentati da allestimenti, ristorazione e pulizie, del primo trimestre 2020, rappresentano il 26,5% dei ricavi complessivi, nel primo trimestre 2020 ammontano a 16 milioni di euro, in riduzione di circa 2,2 milioni di euro (-12,0%) rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente prevalentemente a causa della pandemia. La linea di business aveva fatto registrare nei primi mesi dell’anno una crescita organica del 1,5% (pari a 0,3 milioni di euro), ma a partire dal mese di marzo le attività del comparto sono state tutte sospese. Solamente i servizi di pulizia hanno continuato ad essere operativi nell’ambito delle attività di sanificazione. Tuttavia, i ricavi di questa attività aggiuntava non hanno compensato gli effetti del COVID-19. Complessivamente quindi la crisi ha causato una perdita di ricavi di 2,5 milioni di euro pari al 13,6% rispetto al primo trimestre 2019.

Nonostante i primi timidi segnali di rallentamento della diffusione del virus è possibile ipotizzare anche per i prossimi mesi un contesto di forti restrizioni allo svolgimento delle attività produttive e commerciali. Ad oggi per il secondo trimestre dell’anno non è previsto lo svolgimento di alcun evento fieristico e congressuale e risultano complessivamente cancellati, rispetto al calendario del 2020, 6 manifestazioni organizzate, 1 manifestazione ospitata, 3 eventi sportivi e 49 eventi congressuali. La Società stima che gli impatti comportino una contrazione di circa 40 milioni di euro sui ricavi complessivi dell’esercizio 2020. Essendo lo scenario in continua evoluzione è tuttavia difficile effettuare una stima realistica degli effetti complessivi di queste misure restrittive, che potrebbero anche protrarsi oltre il mese di giugno, e delle conseguenze che questa forte crisi avrà sugli eventi che si svolgeranno in futuro, comportando così un aggravio della stima appena fornita degli impatti sui risultati della Società e del Gruppo.

Sul fronte della sicurezza dei dipendenti e collaboratori della Società e del Gruppo, si è fatto ampio ricorso allo smart working. La Società ha poi attivato una serie di azioni per contenere gli impatti economico e finanziari dell’emergenza sanitaria. Alla data odierna il Gruppo dispone di scorte di liquidità a cui si aggiungono linee di credito accordate e non utilizzate per un ammontare complessivo non inferiore ai 38 milioni di euro. La Società si sta adoperando per usufruire delle misure di sostegno finanziario previste dal così detto “decreto liquidita” e continuerà a monitorare la possibilità di utilizzare ulteriori future misure di sostegno finanziario. Inoltre, grazie agli ottimi rapporti con il sistema bancario, è in corso una costante interlocuzione con alcuni istituti fine di valutare l’ottenimento di nuove linee di finanziamento. Al fine di sostenere ulteriormente la solidità finanziaria il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha assunto la decisione di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti del prossimo 8 giugno la proposta di accantonare a riserve l’utile dell’esercizio 2019. Ha adottato oculate politiche nei pagamenti dei fornitori e ha cercato di ridurre i costi operativi. Sul fronte del costo del lavoro la Società ha agevolato l’utilizzo delle ferie e permessi arretrati e, a partire dal mese di aprile, ha fatto ricorso in maniera estesa agli ammortizzatori sociali (in particolare al Fondo di Integrazione Salariale). Le principali società controllate hanno attivato gli ammortizzatori sociali già nel mese di marzo. È stato infine disposto il blocco delle assunzioni e il management ha provveduto ad una riduzione volontaria delle retribuzioni per tutto il periodo di utilizzo degli ammortizzatori sociali previsto per il personale non dirigente. Il management continua ad essere convinto delle capacità di resilienza del Gruppo e dell’intera industria fieristica e dell’importante ruolo che dovrà giocare al momento della ripresa.