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Minori entrate per 25 milioni

Tributi, scadenze posticipate. Brasini: non basta, comuni a rischio

In foto: l'assessore Gian Luca Brasini in consiglio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 21 apr 2020 14:33 ~ ultimo agg. 22:24
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Scadenze congelate fino al 31 luglio per i tributi comunali. Lo ha definito la V commissione consigliare del comune di Rimini col voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle minoranze. Quindi per la prima rata della Tari, per la Cosap, il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari, per l’imposta Comunale sulla pubblicità e anche per il versamento delle tariffe per l’uso degli impianti sportivi comunali e delle tariffe dei servizi educativi (a partire dal bimestre gennaio – febbraio 2020) se ne riparlerà a fine luglio. In questo periodo non ci saranno neppure sanzioni per mancati o ritardati pagamenti. Provvedimenti che si aggiungono al già annunciato spostamento della scadenza dell’imposta di Soggiorno fino al 16 luglio. Una boccata di ossigeno per cittadini e piccole imprese in attesa di misure più strutturali che però, spiega l’assessore al bilancio Gian Luca Brasini, “devono passare inevitabilmente da revisioni legislative, coordinati a livello nazionale e regionale. In questa fase non ci sono indicatori certi per poter impostare una manovra finanziaria coerente ed è chiaro che, permanendo l’obbligo di chiudere i bilanci in pareggio, prima di ogni azione si dovrà tenere conto del minore gettito conseguente all’emergenza sanitaria”. L’Anci ha stimato un calo del 53% delle entrate tributarie e del 22 per quelle tariffarie. Una parziale stima effettuata sul primo semestre 2020 porta, per il Comune di Rimini, minori entrate pari a 25,3 milioni. Di questi, 6,6 milioni fanno riferimento alla Tari, su cui “deve essere avviata una riflessione normativa – spiega l’assessore Brasini – Con Anci, Regione e Atersir stiamo cercando con non poche difficoltà di rivedere i meccanismi regolatori, ma serve un nuovo quadro legislativo che riguardi non solo la Tari, ma tutti i servizi pubblici legati al gettito”. “L’analisi di contesto è chiara – prosegue Brasini – ma molto più complesso è oggi individuare misure di intervento efficaci non avendo sufficienti riscontri in termini di risorse straordinarie per i comuni e soprattutto norme che permettano modalità d’intervento in tanti settori, quali ad esempio i servizi regolati come i rifiuti e il trasporto pubblico. Sappiamo che le imprese del nostro territorio sono e saranno particolarmente colpite: chi produce servizi e non beni durevoli avrà maggiori difficoltà e tempi più lunghi per la ripartenza. Per questo motivo sarà fondamentale il tavolo regionale e il tavolo provinciale sul lavoro, che in sinergia con le categorie dovrà trovare gli strumenti da mettere in campo, nella cornice decisa su livelli più alti. La crisi da pandemia produrrà senza dubbio grosse criticità nei bilanci degli enti locali dei prossimi anni e anche per il Comune di Rimini si apre una fase delicata nella quale sarà imprescindibile una oculata revisione della spesa – prosegue Brasini – Lo stato centrale non può ritardare di molto un intervento diretto, che abbia un respiro almeno triennale e che consenta di ritrovare gli equilibri finanziari in un lasso di tempo ragionevole. In queste ore si parla dello stanziamento di tre miliardi e mezzo per Comuni, province e città metropolitane, frutto del confronto tra Anci, Upi e governo sul Fondo, che serviranno a coprire nell’immediato le perdite di gettito causate dall’emergenza Coronavirus.” Uno stanziamento che però non sarà risolutivo. “Attraverso Anci – ricorda Brasini – avevamo chiesto altre misure, come la riduzione degli accantonamenti del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, un’accelerazione e revisione dell’utilizzo dei fondi europei, l’utilizzo di avanzi di amministrazione destinati agli investimenti per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza e per fronteggiare eventuali squilibri di bilancio. In ogni caso gli effetti negativi di questa situazione sull’economia locale e sulla finanza pubblica non potranno mai essere pienamente “sterilizzati” da interventi di soggetti terzi e pertanto la direzione non potrà essere che quella di una condivisione solidale tra enti pubblici di vario livello e tessuto economico locale degli effetti negativi di questa contingenza”.

Sul tema c’è anche l’intervento di Gennaro Mauro, consigliere comunale del Movimento Nazionale per la Sovranità

Siamo consapevoli – spiega – che in questo contesto l’amministrazione comunale non poteva fare altro che spostare le date di scadenza della TARI e di alcuni tributi minori. Le opposizioni si sono astenute sul provvedimento presentato in commissione consiliare bilancio. Ma ciò non risolve le problematiche economiche di migliaia di imprese e famiglie riminese“.  Secondo Mauro “la risposta per la riduzione della pressione fiscale sui tributi deve avere una regia nazionale” e auspica “un governo di solidarietà nazionale per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica e operare scelte condivise e disincentivare le polemiche stucchevoli e sterili e i rimpalli di responsabilità tra governo e regioni governate da coalizioni di centrodestra“.

Se vogliamo evitare il default di migliaia di imprese stagionali riminesi – continua – bisogna che l’amministrazione comunale assuma un più forte ruolo di regia, e insieme alle associazioni di categoria promuova una serie di interventi per favorire l’apertura di più attività possibili. Solo alcuni esempi, bisogna trovare delle risorse economiche per favorire l’incontro tra proprietari delle strutture immobiliari e affittuari sulle pretese dei canoni di locazione o di affitto d’azienda, individuare centrali di acquisto uniche per tutti i dispositivi di protezione per lavoratori e turisti e strumenti di sanificazione degli ambienti, individuare un ampliamento degli spazi pubblici per consentire il commercio e la somministrazione di cibi e bevande. Penso – dice Mauro – alle attività sulle strade della Marina che potrebbero essere chiuse completamente o parzialmente al traffico al fine di garantire una passeggiata con il dovuto distanziamento. Anche gli imprenditori dovrebbero fare la loro parte con una politica di assunzione “autarchica” nel senso che prima bisogna dare lavoro ai cittadini riminesi che sono privi di lavoro“.

Abbiamo bisogno – conclude Mauro – di un grande patto sociale tra tutti gli attori istituzionali e imprenditoriali, e bisogna fare maledettamente in fretta perché il tempo è davvero poco“.