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Il racconto dell'assessore

Sofia e quel tablet per restare connessa al mondo

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 15 apr 2020 13:08 ~ ultimo agg. 14:41
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A raccontare la storia di Sofia, il nome è di fantasia, è l’assessore alla Scuola del Comune di Rimini. Sofia è una bimba affetta da una grave patologia degenerativa. Chiusa in casa come tutti i bimbi in questo periodo, per Sofia e la sua mamma, che a causa dell’emergenza sanitaria hanno dovuto anche rinunciare al prezioso aiuto degli educatori che seguono la piccola, l’unica possibilità di collegamento con il mondo era un vecchio smartphone. Pochi giorni fa il telefono e la connettività vengono meno. Ma, nel momento in cui la disperazione poteva prendere il sopravvento, è intervenuta la scuola Fermi, l’istituto frequentato da Sofia, e il comune per trovare una risposta. A casa è arrivato così un tablet e una nuova sim. E con Sofia sono tanti altri gli studenti che hanno avuto in comodato d’uso dei device per le lezione e le connessioni da casa.

 

Così racconta l’assessore alla Scuola Mattia Morolli.

Sofia muove solo gli occhi, dal contatto visivo e le cure di sua madre passa il suo rapporto con il mondo esterno. Una gravissima malattia degenerativa la tiene inchiodata al letto di una casa che condivide solo con sua madre, sulle cui spalle grava un peso ed una responsabilità enormi. Insieme alle difficoltà, come spesso capita in queste donne forti, c’è un grande orgoglio e voglia di autonomia che porta a superare grandi difficoltà. Gli educatori che seguono Sofia sono riusciti a seguirla nei primi tempi di sospensione scolastica, poi hanno dovuto anche loro uniformarsi alle nuovi disposizioni e sostenerla solo a distanza. Così sua madre ha continuato a tenere Sofia in contatto con il mondo esterno come ha potuto, affrontando queste settimane lunghissime di sospensione scolastica armata solo di un vecchio smartphone e tanta forza di volontà. Fino a qualche giorno fa, quando oltre alle forze vengono meno connettività, dati e smartphone.

Solo allora sua madre sente che da sole non possono più farcela e chiama la direzione scolastica delle Fermi, la scuola di Sofia, che si attiva subito per trovare una soluzione, contattando i servizi educativi del Comune di Rimini. Il tempo di organizzarsi e, il giorno dopo, il Comune consegna a casa di Sofia un tablet ed una nuova sim per collegarsi alla rete e, con essa, al mondo esterno. I suoi occhi tornano a brillare e a muoversi veloci, potendo rivedere amici, educatori ed insegnanti su quei pochi pollici che per lei equivalgono al mondo fuori dalla sua stanza. Piano piano, passato questo difficile momento, riprenderà anche tutto il resto, la sollecitazione sensoriale fatta dai suoi assitenti, la riabilitazione, le visite di educatori ed amici, ma oggi per lei questo tablet significa poter uscire dalla solitudine. Un sollievo per Sofia ma anche per sua mamma, sola ad affrontare questo rapporto e che ora può respirare almeno un poco”.Quello di Sofia è un caso certamente estremo e del tutto particolare, ma che rientra tra quegli aiuti che, su segnalazione dei direttori didattici, il Comune di Rimini sta supportando con aiuti mirati portando a casa di chi ha più bisogno Pc e tablet (recuperandoli tra quelli non utilizzati, consegnandoli in comodato d’uso per il periodo dell’emergenza) o materiale didattico, come fotocopie o cancelleria, mettendo a disposizione risorse e personale comunale.

Oltre al supporto tecnico – continua l’assessore Morolli – per gli studenti riminesi, il Comune di Rimini ha sviluppato anche un sistema innovativo di didattica a distanza nelle sue scuole per l’infanzia. Da una parte “Io e Tech”, il format dedicato alla formazione online sulla piattaforma youtube istituzionale, che ormai ha superato i 150 video e le 50 mila visualizzazioni; dall’altra la formazione a distanze delle maestre attraverso una classroom virtuale, un laboratorio nazionale con il supporto di Apple e Cisco. Innovazioni da cui non si torna indietro e che enteranno a far parte della cassetta degli attrezzi con cui affronteremo la didattica in maniera strutturale, e non più e non solo per la gestione di questa emergenza. La toccante storia di Sofia ci fa sentire ancora più forte l’importanza del lavoro di questi mesi, per il quale ringrazio il personale comunale, insegnanti, educatori, direttori didattici e le famiglie che stanno affrontando con grande impegno e responsabilità questi mesi difficili”.

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