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mercoledì 28 ottobre 2020
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Il ricordo del vescovo Emerito

In memoria del vescovo Mariano

In foto: don Andrea, mons. De Nicolò e mons. Lambiasi
di Andrea Turchini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 11 apr 2020 18:22 ~ ultimo agg. 18:24
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Mentre questo sabato santo particolare, con tutto il suo silenzio e il suo carico di attesa procede lentamente, arriva sulla chat dei preti della Diocesi un messaggio davvero inatteso: “Il vescovo Mariano ha concluso questa mattina il suo cammino terreno“.
Reagisco alla notizia con un emoticon che raccoglie insieme stupore, ma anche senso di colpa. Tra i tanti malati che ricordavo in questi giorni nella preghiera, non avevo ricordato lui, il nostro Vescovo.
Eccellenza, mi confesso e chiedo perdono per questa grave dimenticanza; una cosa che Lei ci ha sempre detto è che ci ricordava ogni giorno nella preghiera e che ci voleva bene; sono sicuro che Lei ha continuato a farlo, fino all’ultimo istante. Mi perdoni.

Io questo bene l’ho sentito, e di questo La ringrazio.
Sono stato nel primo gruppo di preti da Lei ordinati come Vescovo della Diocesi di Rimini (1990). Questo legame sacramentale Lei lo ha sempre sottolineato e ce lo ha sempre fatto vivere.

Negli anni del mio ministero sono state diverse le occasioni di colloquio con Lei. Ne ricordo in particolare due: quando nell’agosto del 1998, con un piccolo stratagemma, mi ha fatto tornare anticipatamente da un campeggio per comunicarmi che sarei diventato parroco alla Colonnella e quando, nell’estate del 2006, mi ha convocato per comunicarmi che sarei diventato rettore del Seminario di Rimini. In ambedue le occasioni – per nulla informali – ho sentito su di me la sua stima e la sua preoccupazione, la sua consapevolezza che fossero per me passaggi importanti, ma anche il senso del suo ruolo di Vescovo, che mi invitava a fidarmi di ciò che mi veniva domandato, perché Lei ci aveva pensato bene e sapeva altrettanto bene in nome di chi me lo chiedeva.

Molte altre cose potrei dire, ma preferisco custodirle nel cuore e affidarle al Signore nell’eucaristia Pasquale che domani celebrerò.
La penserò intento a celebrare la Pasqua eterna con il Signore Vivente, Sommo Sacerdote della nuova alleanza, intorno “all’altare del cielo, innanzi alla maestà divina” (Cfr. Canone Romano), a intercedere per la Chiesa che è stata sua Madre e sua Sposa.

Le chiedo solo, da esperto cerimoniere pontificio – quale Lei era -, di essere paziente con tutti quegli angeli che fanno il servizio liturgico: ce la mettono tutta, ne sono sicuro!

Riposi in pace vescovo Mariano. Il Signore La accolga come il servo buono e fedele, chiamato a prendere parte alla gioia del suo Signore. E continui a pregare per noi.

dal blog Tecnodon

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