Indietro
menu
In provincia nessuna apertura

I sindaci riminesi chiedono di mantenere le restrizioni

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 11 apr 2020 10:35 ~ ultimo agg. 18:47
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

A livello nazionale confermato il lockdown fino al 3 maggio ma con la possibilità di aprire dal 14 aprile cartolerie, librerie, negozi per neonati e far ripartire il taglio dei boschi e le attività forestali (vedi notizia). In provincia di Rimini, salvo decisioni diverse prese dalla Regione, resteranno in vigore però le misure più restrittive già in atto. Ieri tutti i sindaci all’unanimità, il presidente della Provincia, unitamente al Prefetto, nell’ambito dell’unità di crisi, hanno condiviso di chiedere al Presidente Stefano Bonaccini di reiterare tutte le disposizioni restrittive previste dal Decreto Speranza-Bonaccini sulla chiusura di tutte le attività produttive e commerciali oltre che le ordinanze regionali sulle limitazioni della mobilità personale, sulla chiusura di parchi e giardini e sulla cinturazione del territorio provinciale con la permanenza di blocchi e varchi presidiati. Una richiesta presa dopo aver sentito le autorità sanitarie e aver preso visione della relazione epidemiologica del Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini. In una nota diffusa dalla provincia si parla di “decisione sofferta ma anche ampiamente ragionata e ponderata“.

Queste le valutazioni fatte dagli amministratori locali:

1. La relazione della direzione Ausl conferma lo stato emergenziale in atto.

2. Si registra un riscontro positivo delle restrizioni fin qui praticate.

3. Vi è una sostanziale differenza di risultato rispetto ad altre realtà limitrofe con risparmi rilevanti in termini di vite umane e di contagi.

4. Ogni decisione assunta ora di allargamento delle maglie nelle restrizioni rischierebbe di vanificare tutti i sacrifici fatti fino ad oggi ed inoltre fornirebbe un messaggio di smobilitazione i cui effetti rischierebbero di essere devastanti

5. Posizione unitaria dei sindaci del prefetto e delle autorità sanitarie sentite le categorie

Nelle prossime ore quindi la Regione emanerà l’Ordinanza di proroga al 3 maggio 2020 di tutte le disposizioni già in atto per la provincia, all’interno della quale non si applicheranno le norme meno restrittive del Dpcm emanato dal Governo. La situazione, si legge nella nota, è monitorata dall’unità di crisi ora per ora e, d’accordo con il Presidente Bonaccini, laddove si determinassero le condizioni saranno prese in considerazione le ragioni di una eventuale rimodulazione delle disposizioni locali.

Secondo i sindaci le prossime settimane dovranno essere dedicate ad organizzare al meglio l’avvio della fase due mettendo in campo tutte le azioni programmatorie e operative per consentire alla Riviera di farsi trovare pronta alla possibile progressiva riattivazione delle attività lavorative e sociali.

Una decisione destinata comunque a far discutere anche alla luce delle tante richieste da parte degli operatori del turismo di poter iniziare quantomeno a mettere mano alla manutenzione delle proprie strutture. Attività che, con il mantenimento delle attuali misure, sembrano da escludere.