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Turismo e lavoro

Gnassi: "Ripartire da elevati standard di igiene e sicurezza sanitaria per i nostri hotel e spiagge"

In foto: Conte e Gnassi a San Patrignano
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 11 apr 2020 16:19 ~ ultimo agg. 12 apr 09:35
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Aiuti per sostenere l’economia reali ed immediati, “senza che imprenditori e lavoratori si sentano rispondere dalle banche di ripassare tra 45-60 giorni”, promozione dei nostri alberghi e delle nostre spiagge che dovranno dotarsi di un nuovo bollino di qualità nell’ambito dell’igiene e della sicurezza sanitaria. Insomma, saper interpretare il cambiamento imposto dalla pandemia per primi. E’ questo in estrema sintesi il piano di ripartenza individuato dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che martedì incontrerà la Regione per spiegare quali sono le reali esigenze della città.

“Il forum strategico per la ripartenza ha già prodotto alcune coordinate e idee che da martedì porteremo già all’attenzione della regione per ulteriori e immediati sviluppi. Con una premessa obbligatoria: i famosi 400 miliardi di euro del governo per sostenere l’economia italiana devono essere a disposizione da subito, come in altri Paesi. In questi giorni duri siamo in contatto con cittadini, famiglie e imprese sui temi del dramma sanitario e della crisi economica. Ho chiesto a imprenditori e lavoratori di mandarmi quelli che ho chiamato ‘i messaggi dallo sportello’: cioè le risposte reali che si sentono dare da banche, Inps ecc.. dopo gli annunci su cassa integrazione, sostegno al credito. Non sono accettabili risposte del tipo ‘ripassi tra 45, 60 giorni’; così, se arriverà qualcosa, arriverà quando non c’è più impresa e quindi lavoro. Scriverò una lettera al premier Conte e al governo perché “se siamo come in tempo di guerra“, le azioni devono essere intraprese con procedure da emergenza di guerra. Questo spetta al governo anche con “decreti speciali e straordinari“ per debellare il virus  della burocrazia”.

“Detto ciò, una delle prime proposte che Rimini avanzerà al tavolo regionale sulla ripartenza è quella di una forte innovazione sul fronte ricettivo e dei servizi turistici, capaci di interpretare questo momento. Mi riferisco in particolare allo sviluppo di proposte capaci di promuovere  per i nostri alberghi modalità riorganizzative per definire una nuova categoria, dei veri e propri bollini di qualità,  che individuino degli ‘health safety hotel’ capaci di intercettare quello che chiederanno i clienti dopo la pandemia. Standard di igiene e qualità altissimi, rimodulazione degli spazi per garantire fornitura di servizi e giusto distanziamento, processi di igienizzazione di eccellenza in tutti gli ambienti, dalla hall agli ascensori, alle stanze di servizio. Anche i piccoli dettagli possono fare la differenza: rendere più smart i servizi di check in e check out, utilizzare e mettere a disposizione di tutti i dispositivi di protezione individuale e di igienizzazione, riorganizzazione attenta dei servizi di breakfast e di ristorazione per minimizzare e evitare il più possibile i contatti, riproposizione di servizi all’aperto rivolti a piccoli gruppi, alla famiglia, o individuali, servizi  di delivery che accompagnano l’ospite e il suo soggiorno”.

La stessa cosa dovrà essere per le spiagge ‘wellness safety beach’, prime in Italia e in Europa e nel mondo a interpretare servizi distanziati e food delivery sicuro in spiaggia. Anche rompendo tabu e ‘guerre’ tra categorie che non lo hanno permesso. La nostra spiaggia, il nostro oro balneare, dovrà essere luogo dove dopo la crisi – anche attraverso accordo tra bagnini, ristoratori e albergatori – si possa dare qualcosa di più. Sulla cifra del ‘health wellness  beach’, ‘health safety hotel’ potrebbero nascere veri e propri club di prodotto. Perché comunque vadano le cose, e sperando di uscirne presto, dopo la pandemia la richiesta di sicurezza sanitaria, salute, igiene sarà un elemento strutturale. Così come la tecnologia. Forse un tempo era una moda, un vezzo, parlare di industria 4.0; chi ha investito però in tecnologia oggi controlla le macchine che ha esportato anche lavorando da casa. Così il nostro turismo romagnolo se interpreterà i cambiamenti dovuti a questa rivoluzione si darà un futuro e sarà leader. Senza voli pindarici, senza montarci la testa, il messaggio che deve arrivare da Rimini, dalla Romagna per il futuro non può che essere internazionale, garantendo un’industria dell’accoglienza nuova e con protocolli di sicurezza, wellness e salute all’avanguardia. Ci sembrerà all’inizio difficile. Saremo, come quasi sempre, i primi a farlo”.

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di Andrea Polazzi