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giovani in prima linea

Dai libri in corsia per combattere l'emergenza. La storia della riminese Laura

In foto: Laura Ceccarelli (foto tratta da Unibo Magazine)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 16 apr 2020 16:46 ~ ultimo agg. 17 apr 09:34
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E’ una studentessa riminese che ha deciso, con coraggio e spirito di vocazione, di andare in prima linea a combattere l’emergenza coronavirus. E lo ha fatto in un Paese, il Belgio, nel quale si è trasferita lo scorso settembre dopo aver vinto una borsa di studio per partecipare al programma Erasmus+: 10 mesi di mobilità alla ULB – Université libre de Bruxelles. Lei è Laura Ceccarelli, 24 anni, di Trarivi, iscritta al quinto anno di Medicina e Chirurgia a Bologna. E’ il simbolo di una generazione spesso sottovalutata ma che non resta a guardare. “Sono in prima linea, ma lavoro in sicurezza: è un’occasione per fare la mia parte in questa emergenza”, racconta ad Unibo Magazine.

I primi mesi sono trascorsi tra lezioni ed esami, poi, a partire da febbraio sono iniziati anche i tirocini all’Hôpital Erasme, l’ospedale universitario di Bruxelles. Dopo alcune settimane di pratica in reparto, però, è scoppiata l’emergenza coronavirus. Prima in Cina, poi Italia e anche nel resto d’Europa. “Già da inizio marzo le notizie che arrivavano dall’Italia mostravano una situazione preoccupante, ma qui in Belgio nessuno sembrava ancora voler affrontare il problema. Poi, nel giro di poche settimane, quanto accaduto in Italia si è ripetuto allo stesso modo anche qui: scuole e negozi chiusi, distanziamento sociale, invito ad uscire di casa il meno possibile”. Il 18 marzo anche tutti i tirocini negli ospedali sono stati sospesi.

L’Università di Bologna ha contattato i suoi studenti impegnati all’estero offrendogli la possibilità di rientrare, ma Laura ha scelto di restare: “Non me la sono sentita di andarmene, ho deciso di rimanere a Bruxelles e continuare a fare del mio meglio”. Dopo pochi giorni, gli studenti di medicina hanno iniziato ad organizzare gruppi di volontari per aiutare gli ospedali a gestire l’emergenza. La studentessa riminese è passata dallo studio alla pratica. Ha aderito all’iniziativa e la scorsa settimana ha fatto il suo primo turno: “Sono con un gruppo di studenti all’Hôpital Erasme, ci occupiamo della gestione degli arrivi di casi sospetti di Covid-19. Sono consapevole che siamo in prima linea, ma devo dire che abbiamo trovato un ambiente sicuro e sereno: le nostre mansioni sono adeguate alla nostra preparazione e abbiamo tutti i dispositivi di sicurezza necessari. Prima di cominciare abbiamo fatto un corso di formazione per imparare a indossare e a togliere tuta, guanti e mascherina in modo corretto”.

Laura sarà impegnata tre volte alla settimana almeno fino alla fine di aprile. “Se sarà necessario potrei proseguire anche a maggio, dipende da come andranno le cose”, dice. Nel frattempo, resta concentrata sul suo impegno in ospedale, guardando al futuro con ottimismo: È un’occasione importante per dare una mano a superare questa emergenza che ci coinvolge tutti, e da studentessa di medicina è anche un’opportunità preziosa per la mia formazione”.

“Conosco Laura sin da bambina, ha frequentato la scuola elementare di San Salvatore insieme a tanti ragazzi con i quali è cresciuta – afferma con orgoglio Nadia Rossi, consigliera regionale Pd – In questo periodo di emergenza mondiale ha dimostrato una maturità, una generosità e una capacità che trasmettono ottimismo per il futuro. Sarebbe potuta tornare in Italia, tra la sicurezza dei suoi affetti, ma ha scelto di restare, per dare il suo contributo e poter maturare un’esperienza formativa e professionale per lei unica e preziosa. Non dimentichiamoci di Laura, così come di Giacomo Gorini, giovane virologo riminese che ad Oxford, insieme al gruppo di colleghi, sta lavorando alla sperimentazione del vaccino che speriamo possa contribuire a debellare definitivamente questo nemico subdolo chiamato Coronavirus. Laura e Giacomo sono talenti della nostra terra a cui dobbiamo dare l’opportunità di girare il mondo, maturare esperienze, approfondire e confrontarsi e poi tornare, per aiutare la nostra Regione e il nostro Paese a crescere”.

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