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Aggiornamento dal Prefetto

Vedemecum per aziende e ipotesi per ospedale da campo

In foto: il Prefetto Alessandra Camporota
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 25 mar 2020 18:34 ~ ultimo agg. 26 mar 14:36
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Ad ore un vademecum per le aziende per fugare ogni dubbio e definire nel dettaglio chi può rimanere aperto. Ad annunciarlo è il prefetto di Rimini Alessandra Camporota, in una video conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio. Il Prefetto ha spiegato che la nuova ordinanza regionale, che equipara le province di Rimini e Piacenza, è molto chiara anche per quello che riguarda le attività produttive e le aperture “riguardano una parte molto residuale“. Il vademecum viene stilato proprio in queste ore da un team di lavoro: proprio questa mattina il Prefetto si è nuovamente confrontato con le associazioni di categoria, Confindustria, le parti sociali e la Camera di Commercio e, insieme, si sono condivise le scelte.

Ribadisco – afferma la Camporota – che per la provincia valgono le misure più restrittive, quindi quelle regionali. Ad esempio il codice Ateco, previstodal DPCM nazionale, non vale da noi“. E’ ipotizzabile che sul totale chiudano un 80% delle aziende, anche se ancora numeri dettagliati non ce ne sono. “Anche per quello che riguarda i controlli sulle aziende stiamo predisponendo un team, con l’idea che vi possano partecipare oltre alle forze dell’ordine anche l’autorità sanitaria“.

Il Prefetto ha poi fornito alcuni dati di carattere sanitario. La disponibilità di spazi ospedalieri è stata attivata secondo la pianificazione regionale, a partire dai piani non ancora operativi del Palazzetto Dea dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (quinto e sesto piano e presto anche il quarto); quindi, a seguito della limitazione delle altre attività ospedaliere alle sole urgenze, sono stati recuperati ulteriori spazi a Rimini e sono stati attivati gli altri ospedali della rete provinciale, quelli di Cattolica, Santarcangelo, Novafeltria e Riccione, per la gestione di pazienti “non covid”.

Per Riccione è stata attivata una struttura di “Covid Hospital”, come da linee guida regionali. Attualmente, i posti letto ospedalieri dedicati alla cura del Virus Covid sono 309 tra gli ospedali di Rimini e di Riccione, di cui 41 di terapia intensiva all’Ospedale Infermi di Rimini. Altri ampliamenti dell’offerta di posti letto si potranno attivare attingendo alle Case di Cura private per far fronte alla patologia ordinaria con l’ipotesi di dedicare strutture intermedie che possano eventualmente accogliere pazienti che hanno superato la fase acuta e che si avviano alla guarigione: ad esempio le nuove RSA di Bellaria, già riconvertita, e Novafeltria, con complessivi 80 posti letto circa, oppure altre strutture ricettive alberghiere, oltre a quella già individuata nel territorio di Cattolica.

I posti letti in terapia intensiva sono 51, di questi 41 a Rimini e 10 a Riccione. Al momento sono 36 quelli occupati a Rimini (34 pazienti covid e due pazienti con altre patologie) e 7 a Riccione, nessuno di questi per persone contagiate dal virus. Oltre all’ospedale Ceccarini, che si sta predisponendo per diventare ospedale Covid sono al vaglio anche altri scenari per rispondere all’emergenza. Il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini ha spiegato “se la curva epidemiologica resta la stessa anche nelle prossime settimane, servono nuovi spazi di ricovero“. Come in altre parti della Regione potrebbe essere realizzato un ospedale da campo, nel sedime dell’ospedale o in altro spazio disponibile. In analogia a quanto realizzato a Piacenza si potrebbe, ad esempio, ipotizzare un modulo, da allestire in collaborazione con l’Esercito italiano, di 40 posti letto più ulteriori 3 attrezzati per terapia intensiva, mentre in altri spazi potrebbero essere allestiti 42 posti più altrettanti di terapia intensiva.

Mi auguro – ha detto il Prefetto – che tutte le misure attivate per il contenimento del virus ci consentano di non arrivare a questo“. Pronte anche, nel caso servissero, altre strutture, sul modello hotel Royal di Cattolica, per l’accoglienza di pazienti in via di guarigione e persone in quarantena. “Possiamo, stando alle disponibilità – ha spiegato la dottoressa Camporota – arrivare ad altri 80 posti. Ringrazio i molti albergatori che si sono resi disponibili“.

Sul versante controlli in strada i numeri di ieri parlano di 1818 persone controllate e di 43 denunce. Nessuna denuncia, invece, per le attività economiche che si sono adeguate totalmente al provvedimento. Venerdì è in programma un comitato per l’ordine e la sicurezza per fare il punto sull’efficacia dei controlli. “In questi giorni siamo intervenuti anche per trasformare alcuni blocchi in varchi per garantire il passaggio a chi aveva diritto di muoversi, come gli operatori sanitari“. “Stiamo veramente facendo di tutto per rallentare il contagio e il territorio mostra grande coesione in questo” ha concluso il Prefetto.

 

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di Redazione   
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