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sabato 5 dicembre 2020
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Cronache dalla zona rossa

Torneremo a ridere insieme

di Mario Galasso   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 11 mar 2020 18:20 ~ ultimo agg. 19 mar 15:37
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Cronache dalla zona rossa, giorno 4: 11/03/2020

Il mio pensiero di oggi è rivolto, in modo particolare, agli amici della Casa Circondariale di Rimini.
Ci siamo conosciuti quando sono venuto a farvi visita e nelle due giornate di condivisione passate insieme in cella.

Posso solo immaginare il dolore che provate nel non poter incontrare, in questo periodo, i vostri cari.
Credetemi quando dico che vi porto nel cuore e, fuor di metafora, è un momento duro, faticoso e difficile per tutti noi, … non oso immaginare per voi!

Se ci pensate una situazione inaspettata ci unisce, voi detenuti ai Casetti, noi obbligati ai domiciliari. Ironia della sorte anche noi siamo obbligati a sperimentare, certamente in maniera meno costrittiva e in compagnia di persone che abbiamo scelto, cosa significa vivere misure restrittive della libertà.

Abbiamo l’opportunità di provare ad indossare, almeno in minima parete, i vostri panni.

Avrei voglia, avremmo voglia, di poter tornare ad incontrarvi per fare qualche chiacchiera in amicizia.

Devo invece affidare a questo foglio, che so che verrà appeso nelle diverse sezioni, i miei pensieri. Attraverso queste poche e misere parole, perdonatemi davvero, voglio cercare di condividere questo vostro ulteriore impegno certamente non programmato e previsto.

Quello che oggi posso condividere è il tempo necessario per scrivere queste righe. Lo faccio volentieri e con umiltà e con il massimo rispetto e solidarietà… anche con tanto affetto.

Non voglio scrivere frasi fatte ma, sin da ora, offro la mia disponibilità e il mio tempo per rispondere a tutti i messaggi che vorrete e/o potrete inviarvi. Mi farebbe veramente piacere scambiare pensieri ed emozioni, fatiche e sorrisi. Non scrivetemi di calcio che non capisco nulla! 😁

È strano come stiamo mostrando la nostra vulnerabilità di fronte al piccolo virus che, ignaro o incurante di confini regolati da trattati, demarcati da limiti geografici e persino da muri, sprezzante di bellezze artistiche, realtà produttive, feste e tradizioni, rapporti sociali fa quello che un virus fa per sua natura, girare il mondo intero come il vento.

In questa lotta impari tra Davide e Golia a parte invertite, siamo costretti a fermarci: impossibile pensarci con i ritmi che l’attuale società ci impone.

Eppure questo ci viene chiesto: il virus lo sconfiggiamo se facciamo sacrifici noi restando a casa voi ancora più isolati.

Siamo noi che diffondiamo il virus con i nostri spostamenti e, poco importa se ricchi o poveri, giovani o anziani, uomini e donne, liberi o in prigione. Lui non lo sa, per lui siamo tutti uguali.

Ci stiamo scoprendo uguali, fragili, vulnerabili.

Queste debolezze insegnano come ognuno di noi, nessuno escluso, ha bisogno dell’altro perché l’altro sono io.

Con questo spirito penso, mentre noi diciamo #iorestoacasa voi che dovete e potete dire #iorestoincarcere o agli amici senza dimora, che incontro quando li vado a trovare di notte, #iorestosenzacasa

Mi piacerebbe creare insieme #iosonolaltro o #soloinsiemepossiamo o, ancora meglio, #iocisono

Io ci sono e voi?

Saluti domiciliari dalla zona arancione / rossa

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