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Sorveglianza sanitaria

Regione Lazio: obbligo di comunicazione per chi arriva da "zone rosse" del DPCM

In foto: Roma Termini
di Redazione   
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dom 8 mar 2020 18:44 ~ ultimo agg. 18:51
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La Regione Lazio parla di persone provenienti dalle “zone rosse”, termine che lo stesso Conte ha definito improprio per le misure del DPCM firmato oggi dal premier Conte. Fatto sta che “Tutte le persone che nei quattordici giorni antecedenti alla data di pubblicazione del DPCM 8 marzo 2020 hanno fatto ingresso, stanno facendo o faranno ingresso nella Regione Lazio provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, hanno l’obbligo di comunicare tale circostanza al numero unico regionale dedicato 800 118 800, servizio che si coordina con il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, in raccordo con il medico di medicina generale (“MMG”) ovvero col pediatra di libera scelta (“PLS”)”. Lo dispone un’ordinanza firmata dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato ed il vicepresidente e responsabile dell’unità di crisi, Daniele Leodori.

L’ordinanza impone di osservare la permanenza domiciliare, il divieto di spostamenti e viaggi e di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza fino alla valutazione a cura del dipartimento di prevenzione. “L’afflusso in entrata nella Regione Lazio delle persone dalle aree sopra
indicate comporta il rischio di un ingresso incontrollato di potenziali soggetti positivi al virus, con conseguente grave aumento del rischio di contagio e un pericolo di diffusione dello stesso”, si legge nelle motivazioni.

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