Indietro
menu
Su allarme coronavirus

Il messaggio privato arriva nelle chat. Tosi costretta a chiarire

In foto: Il sindaco Tosi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 3 mar 2020 15:11 ~ ultimo agg. 4 mar 13:20
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Lo aveva mandato a dei familiari in condizioni di salute particolari, ma poi il messaggio è diventato, per qualche via, di dominio pubblico. E avendo appreso della lunga catena con il quale si sta diffondendo il suo messaggio vocale personale, il sindaco di Riccione Renata Tosi è stata costretta a chiarirne pubblicamente la natura. E il sindaco ha ritenuto di dover aprire la riunione di oggi con i rappresentati delle categorie economiche facendo chiarezza e spiegando questa particolare circostanza.

“Il messaggio vocale da me inviato domenica notte, subito dopo aver appreso e vagliato il nuovo decreto ministeriale sul coronavirus, era indirizzato alla mia famiglia. Nel messaggio ho spiegato quali fossero le misure di sicurezza adottate in base a dei criteri stringenti dalla presidenza del consiglio, come la chiusura di un’altra settimana di scuole, cinema e teatri. Di come comportarsi in luoghi chiusi, quindi di mantenere la distanza di sicurezza, come indicato dal ministero, di almeno un metro tra le persone e via discorrendo. Ho chiuso il messaggio con un consiglio personale alla mia famiglia, in particolare a mia sorella e mio nipote. Avrei fatto a meno di dirlo pubblicamente per non dover urtare la loro sensibilità, ma in quanto sindaco evidentemente devo giustificarmi anche se sono amorevole con la mia famiglia: mia sorella è immunodepressa e mio nipote è cardiopatico. Rientrano cioè in quelle categorie a rischio, come da tempo si sente ripetere dagli specialisti, per cui un’infezione può avere una prognosi più problematica. Mio nipote, operato alla valvola miocardica due volte, è anche padre di una bimba piccola e a lui e alla sua famiglia ho consigliato di andare a fare la spesa quando c’è meno gente, di fare colazione a casa per un po’ di giorni, in attesa che il picco passi, e se è possibile di evitare di andare al ristorante. Consigli di una madre, di una zia che conosce bene la situazione di salute dei propri cari. Di questa mia raccomandazione, ripeto dovuta a particolari esigenze di salute, ho saputo che si voleva far discendere un’indicazione generale a tutti del sindaco Tosi ad evitare i ristoranti o i bar. Mi si contesta il tono perentorio del messaggio! Chi mi conosce sa che sono una persona diretta e non uso giri di parole in politica, figuriamoci con la mia famiglia o nella vita privata! Non c’è nulla di più sgradevole e pretestuoso, tanto che a Riccione abbiamo subito creduto ad un’informazione capillare nei locali dove abbiamo distribuito volantini schematizzati che spiegano le decisioni del ministero. Al contrario direi che si vuole vedere il male dove non c’è. Ora mi chiedo di fronte ad un pericolo serio di un familiare, dovuto alle sue particolari condizioni, voi avreste fatto lo stesso? E’ umanamente comprensibile? E quel gesto, quel consiglio ad un nipote che potrebbe rischiare di restare a casa dal lavoro ancora a lungo, è boicottare il settore? Quando la politica trascura i comportamenti umanamente comprensibili, anche se sono tenuti da un sindaco, diventa speculazione senza confini e attacco indiscriminato”.