Indietro
menu
Centro per le famiglie

E scusa se non parlo abbastanza… Gestione del conflitto e dialogo efficace

di Silvia Sanchini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 3 mar 2020 17:12 ~ ultimo agg. 23 mar 18:28
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

A un certo punto non basta solo comprendere l’altro, intuire le sue possibilità, gratificarlo…”: sono parole di Martin Buber, pedagogista, filosofo e teologo, che introducono un tema molto importante quando si parla di adolescenza: la gestione del conflitto.

Un tema a cui il Centro per le Famiglie del Comune di Rimini ha dedicato quest’anno due incontri (il 14 e il 28 gennaio) intitolati: “E scusa se non parlo abbastanza. Gestione del conflitto e dialogo efficace”, condotti dagli psicologi e psicoterapeuti Annamaria Albani e Samuele Bedetti.

I due esperti hanno innanzitutto offerto ai presenti (genitori, educatori, insegnanti…) una cornice teorica al tema, spiegando come il conflitto sia una situazione di divergenza ma anche un’esperienza che può avere una connotazione sia positiva che negativa.

Il conflitto – ha spiegato la dottoressa Albani – può nascere per cinque diversi motivi: “quando le risorse sono inferiori al necessario, per una divergenza su valori, per una divergenza su credenze, a causa della natura delle relazioni o, infine, anche per motivi irrealistici”.

Le reazioni davanti al conflitto possono essere diverse: abbandono o fuga, compiacenza, compromesso, confronto e collaborazione, imposizione.

Ma qual è invece il modo migliore per gestire i conflitti che naturalmente si originano con i ragazzi adolescenti preservando una buona relazione?

Spiega Annamaria Albani: “Occorre innanzitutto considerare gli interessi di tutti gli attori coinvolti, non solo i propri. Tentare poi di separare sempre la persona dal problema e trovare una soluzione che possa essere accettabile da entrambe le parti”. E aggiunge: “Perché questo avvenga i conflitti vanno innanzitutto riconosciuti, resi espliciti e serve la capacità di stare sul problema senza eluderlo. Aiuta anche mantenere uno sguardo orientato al futuro. Ma bisogna anche accettare che non per tutti i conflitti c’è una soluzione, e abbassare il nostro livello di aspettative”.

È d’accordo Samuele Bedetti che aggiunge: “Il conflitto è una lotta con l’altro e per l’altro, non dovrebbe mai essere contro l’altro. Serve per fare un passo in avanti nella relazione e comprendo che sia anche un’esperienza molto difficile e a volte dolorosa. Servono tante energie e la parte migliore di noi per gestirli”.

Bedetti ha presentato quelli che ha definitivo i quattro “Cavalieri dell’apocalisse”, quattro atteggiamenti distruttivi che possiamo mettere in campo quando ci troviamo a dover fronteggiare una situazione di conflittualità: critica, disprezzo, contrattacco e ritirata totale.

Come attivare invece un dialogo efficace? “Occorre passare dalla critica all’osservazione obiettiva, dal disprezzo all’espressione sincera dei nostri sentimenti. Per gestire i conflitti anche la scelta del luogo e del momento sono importanti. È preferibile non affrontare un conflitto in pubblico, né in momenti di particolare stress. In questo caso meglio rimandare una discussione che potrebbe degenerare inutilmente da entrambe le parti. È invece importante trovare momenti dedicati di piacevolezza da trascorrere insieme adulti e ragazzi, per scoprire un territorio comune in cui incontrarsi”.

Quattro ulteriori contributi hanno aperto la serata: la video intervista (https://youtu.be/taN0fWQhrv0) a Chiara Cito, insegante, Massimiliano Chieppa, genitore, Alice Gaudenzi, educatrice e Giacomo Vaccari, insegnante.

Il conflitto è necessario e ineludibile, spiegano gli intervistati. Naturalmente l’argomento su cui più facilmente si creano dissidi con i ragazzi adolescenti riguarda il rispetto delle regole: ma più che sulle norme in modo fine a sé stesso dovremmo concentrarci a spiegarne le motivazioni e il senso. I ragazzi sono “materiali esplosivo” e “provano le nostre stesse emozioni”: dobbiamo aiutarli a mentalizzarle, misurando quello che diciamo, mettendoci in gioco.

Una sfida faticosa ma anche affascinante, che può rendere ancora più autentici e veri i rapporti tra adulti e ragazzi, facendoli crescere.

Per maggiori informazioni:

Pagina Facebook: Centro per le Famiglie del Comune di Rimini

tel. 0541 793860 – centrofamiglie@comune.rimini.it

https://www.comune.rimini.it/comune-e-citta/comune/centro-le-famiglie/adolescenza

Notizie correlate
di Andrea Polazzi   
VIDEO
di Redazione