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Clima teso, RLS non firmano

Coronavirus. I sindacati contro Start Romagna: lavoratori non tutelati

In foto: un mezzo di Start Romagna
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 12 mar 2020 16:41 ~ ultimo agg. 21:08
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I sindacati dei lavoratori di Start Romagna chiedono tutele maggiori nell’emergenza coronavirus. I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza dell’azienda non hanno posto la loro firma nel Documento di Sicurezza per il COVID-19 ritenendo inadeguatele risposte attuali. A firamre la nota congiunta sono FLT Cgil, Fit Cisl, UILT, Faisa Cisal, UGL e USB.


Le Segreterie Provinciali di Rimini congiuntamente alle RSA , sono a segnalare che l’Azienda Start Romagna, nonostante quanto imposto dal Governo, S.S.N. e caldamente rappresentato da Assessori Regionali, non sta adottando tutti i necessari e urgenti interventi per evitare la propagazione del COVID-19 alla stragrande maggioranza dei lavoratori e conseguentemente alle loro famiglie e all’utenza.

E’ inaccettabile l’atteggiamento della Direzione Aziendale di un servizio di pubblica utilità che, rifiutando inizialmente le nostre richieste di limitare i contatti con l’utenza a differenza di quanto avviene nelle maggiori aziende di trasporto pubblico in Italia, rimandando a tempo indefinito anche le reiterate richieste e proposte avanzate dagli RLS aziendali e mostrandosi elusiva alla richiesta di garantire la distanza sociale al personale di guida, si sta limitando alla ridondante produzione di carta e avvisi, mostrandosi lontana dai lavoratori, siano essi autisti che impiegati, e mettendo ulteriormente a rischio l’effettivo svolgimento del servizio, seppur minimo e non-scolastico, per la popolazione che in questi giorni di difficoltà necessità comunque di mobilità.

L’attivazione di tipologie di lavoro a distanza, quali Smart-Working teleconferenze ed altro, già da anni regolamentate e prima attuate in Start Romagna, stentano ad essere estese a tutte quelle aree produttive ove vi sarebbe ampia possibilità, imponendo così ai lavoratori spostamenti inutili e pericolosi per la salute degli stessi e delle loro famiglie, nonostante il decreto ministeriale appena emanato inviti a questa tipologia di flessibilità per ridurre i rischi. Sconcertante è lasciare soli i lavoratori che, secondo quanto afferma la Direzione dovranno utilizzare prima le proprie ferie poi i riposi compensativi e poi… si vedrà…

La Direzione aziendale nel frattempo risponde alle Nostre sollecitazioni in questo modo: “…interventi messi in atto, con il contributo del Medico Competente aziendale e guardando a cosa stanno facendo le altre aziende di TPL dell’Emilia-Romagna, sono stati prontamente comunicati al personale aziendale attraverso ….”, denotando una sottovalutazione complessiva del problema COVID19. Alcune Provincie al momento, registrano numeri dei contagi notevolmente al di sotto della media delle zone vicine, che andrebbe salvaguardata anche attraverso misure di contenimento eccezionali fino ad ora non messe in atto, a tutela della salute dei lavoratori e Pubblica.

A conferma di quanto sollevato, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di Start Romagna spa non hanno posto la loro firma nel Documento di Sicurezza per il COVID-19 … poiché evidenziano che le azioni in esso contenute non siano sufficienti a salvaguardare i conducenti, che sono circa l’80% dei lavoratori in azienda… e in quanto l’azienda non è in grado di garantire loro la distanza minima di contatto con l’utenza.

I lavoratori di Start Romagna tutta, da Rimini a Ravenna passando per Cesena e Forlì, consci della particolarità del lavoro svolto, del “servizio al servizio” della comunità, chiedono di poter lavorare in sicurezza, e che le proprie famiglie siano per quanto possibile al sicuro da contagi occasionali, derivanti dal loro lavoro e trasformandoli in un veicolo di trasmissione.

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