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Nell'emergenza coronavirus

Casa don Gallo: serve gestione sociale dell'emergenza sanitaria per chi è senza casa

In foto: le indicazioni sul coronavirus
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 10 mar 2020 21:08 ~ ultimo agg. 11 mar 13:50
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Casa don Gallo e l’Associazione Rumori Sinistri di Rimini fanno sapere di avere adeguato la loro attività alle disposizioni in vigore per la prevenzione del contagio. Ma ricordano la necessità di attivare una gestione dell’emergenza sanitaria per chi vive in condizioni di emarginazione.


Con il DPCM dell’8 marzo che ha introdotto le “aree a contenimento rafforzato”, tra le quali anche la provincia di Rimini, norme che ora sono state estese a tutto il territorio nazionale, sono cambiate anche le regole della casa e la nostra vita in comune.
Nelle ultime settimane ci sono stati svariati momenti di confronto con gli abitanti e le persone che attraversano gli spazi del diurno, al fine di garantire il più possibile la comunicazione corretta e le regole di comportamento da tenere per tutelare la salute di tutti e tutte in questo momento così difficile per il nostro paese e la nostra città.
La maggior parte delle informazioni sono state fornite in più lingue ed anche tradotte nei dialetti locali dove possibile.
Ringraziamo le tante realtà nazionali di un mondo variegato di realtà antirazziste che hanno svolto un ruolo fondamentale nel combattere l’emergenza sanitaria dal punto di vista delle migrazioni e delle necessità di fornire strumenti multilingue per far comprendere al meglio la situazione.
Dall’8 marzo la presenza delle nostre operatrici/attiviste è limitata alle necessità inderogabili, abbiamo sospeso lo Sportello d’ascolto ed anche lo Sportello del progetto Help/Oltre la strada almeno fino a nuove comunicazioni.
Vogliamo fare anche noi la nostra parte per sconfiggere la diffusione del COVID19 e limitare gli spostamenti è una di queste.
Facciamo tutti e tutte un passo indietro, per farne mille in avanti dopo e insieme!
Continuiamo a dare sostegno, per quanto possibile, alle persone senza casa solo all’esterno degli spazi di Casa Don Gallo, questo per preservare i 39 abitanti fra cui un dializzato, molte persone con cardiopatie, diverse malattie croniche e persone con distrurbi etnopsichiatrici ma anche perchè crediamo che nessuno debba rimanere solo o sola in questo momento.
Lo spazio diurno è accessibile solo agli abitanti e a tre persone fra cui due donne in particolare condizione di vulnerabilità, che non vogliamo lasciare sole. Abbiamo chiesto per loro una soluzione che ancora non è arrivata.
Mentre scriviamo sono in corso delle rivolte nelle carceri di questo paese, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione rispetto alla condizione delle persone ristrette a causa delle condizioni carcerarie come denuncia da tempo Antigone ( https://urly.it/34qyc ).
Detenuti e persone senza dimora, sono i grandi assenti di questa emergenza sanitaria.
Don Gallo diceva: dimmi chi escludi e ti dirò chi sei! Ecco questo dice molto della nostra società attuale.
Da quando sono stati attivati i primi DPCM e le prime ordinanze non è mai stato stilato un protocollo di intervento a livello Ministeriale per queste persone e per i progetti specifici, nonostante in Italia siano stimate circa 55mila persone senza casa alle quali si aggiungono le migliaia di migranti fuoriusciti dai Cas e dagli Sprar per effetto dei Decreti sicurezza ( https://urly.it/34qy8 ).
Non si è sentita una parola, nessun giornalista ha volto lo sguardo su queste situazioni.
Questo deve essere motivo di riflessione.
Se vogliamo combattere la diffusione di questo virus, lo dobbiamo fare tutti e tutte insieme, pensando ai diritti e alle tutele di tutte le vulnerabilità in campo. Anche delle persone invisibili e di chi si occupa di loro.
Ci preoccupa, inoltre, che questa situazione possa lasciare ancora più ai margini le persone prive di diritti e senza casa, persone di fatto più esposte alle malattie a causa delle condizioni di deprivazione materiale che vivono quotidianamente che sono l’effetto di un sistema diseguale che va cambiato.
I primi effetti della diffusione del COVID19 sono già da più di due settimane la chiusura dei dormitori, dei servizi docce, della distribuzione del vestiario, chiuse anche le mense che distribuiscono all’esterno solo cestini e le persone senza casa sono esposte così h24 alle intemperie.
Questa è la situazione.
Per questo questa mattina durante un incontro in Comune per fare il punto con le realtà cittadine che si occupano di persone senza dimora, abbiamo manifestato la necessità di attivare una cabina di regia di gestione sociale dell’emergenza sanitaria per chi è senza casa, capace di dare risposte efficaci e rapide a questa situazione che si protrae già da tempo senza linee guida comuni.
Dovrebbe avvenire in ogni territorio.
Inoltre è necessario potenziare finanziamenti e la rete dei progetti dedicati, perchè come per il Servizio sanitario e i fondi all’assistenza per le disabilità anche i progetti sociali e le politiche abitative hanno subito ingenti tagli a favore della rendita e speculazione edilizia o ad interventi spot e di stampo assistenziale. E questa è la situazione attuale.
Dobbiamo vincere la sfida contro Covid19 e dobbiamo fare in modo che questo comporti un miglioramento in generale della società, un cambio di rotta che metta al centro il bene comune, la salute delle persone, i loro bisogni e le risposte necessarie che servono.
Stiamo pensando a idee creative per continuare a tenere viva la solidarietà ora che per stare vicini dobbiamo stare più lontani come hanno scritto gli attivisti di Casa Bettola Casa Cantoniera Autogestita Reggio Emilia.
UNA CASA PER TUTT*

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