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Adolescenza

Volevo correre più forte degli altri

di Silvia Sanchini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 6 feb 2020 16:33 ~ ultimo agg. 18 feb 11:53
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Sogni, desideri, paure sono al centro del percorso di crescita degli adolescenti. Ma come è cambiato il loro modo di proiettarsi nel futuro? E come vivono le sconfitte e i fallimenti? Quale il modo migliore per stare loro accanto come adulti?

“Volevo correre più forte degli altri” è il verso di una canzone di Irama ma è anche il titolo proposto dal Centro per le Famiglie del Comune di Rimini per il secondo incontro del ciclo “Adolescenti e genitori: l’età delle opportunità”.

Come sempre due appuntamenti in due scuole diverse con un’ampia partecipazione: il 3 dicembre alla Scuola Madre Teresa di Calcutta di San Giuliano e il 17 dicembre alla Scuola Bertola. Ad aprire le serate quattro video interviste sul tema: in questa occasione sono stati interpellati Gaia Brunelli (educatrice), Stefano Stargiotti (allenatore di rugby), Alice Dionisi (mamma) e Irene Settembrino (insegnante). Quattro sguardi molto diversi per capire come gli adolescenti che incontrano vivono i loro limiti e al tempo desiderano il futuro.

Accanto a questi contributi, due professionisti che hanno guidato la riflessione: Marco Lazzarotto Muratori, psichiatra e psicoterapeuta e Maria Paola Camporesi, psicologa e psicoterapeuta del Centro per le Famiglie.

Cominciamo chiedendo al dottor Lazzarotto Muratori: i nostri sogni e i nostri desideri erano gli stessi di quelli dei ragazzi oggi?

Il desiderio è una spinta, una scintilla fondamentale. In adolescenza è molto florida la capacità di sognare e immaginare. Ma oggi forse è cambiato il modo in cui i desideri si strutturano perché è cambiata la vita degli adolescenti. Hanno molto meno tempo libero, poco tempo per annoiarsi e essere creativi. Sono inoltre ipersollecitati: sia per la presenza pervasiva di smartphone e dispositivi tecnologici sia per la maggiore esposizione alla dimensione reale dell’esistenza. Assistiamo a una sorta di “difetto nello slancio”, una certa difficoltà a sognare in grande.

Oggi i principali sogni degli adolescenti hanno a che fare con l’essere popolari e accettati oppure sono desideri a breve termine, legati a beni di consumo. Sono desideri minati da paure molto tipiche degli adulti. Questa ricerca di popolarità rende ipersensibili alla critica e al giudizio dell’altro, impreparati all’insuccesso.

 Quanto è invece importante educare anche all’errore?

 Non si può crescere senza sbagli: è proprio l’errore, infatti, che permette di muoverci. L’errore è un’occasione. Gli adolescenti si sentono invece spesso falliti al cospetto dell’errore e faticano a rialzarsi. Questo avviene a maggior ragione in quest’epoca in cui sembra non si possa inciampare né fallire, e in cui la tristezza, che è uno stato d’animo che ha pari dignità della felicità, non trova posto, in quanto percepita come sconveniente e imbarazzante.

Dobbiamo opporci a questa cultura. Non siamo mai stati così precari eppure paradossalmente predomina il mito del successo o della ricchezza facile, si pensi al fenomeno degli youtuber. È come andare a teatro e credere che i fondali della scena siano veri. Poi si fa un giro dietro le quinte e si scopre che è tutto di cartapesta. Per l’adolescente vivere il fallimento è un po’come fare questa passeggiata dietro le quinte: scoprire la finzione può essere una grande delusione. Per questo i ragazzi vanno preparati. Nessuno oggi, invece, insegna ai ragazzi che si può anche perdere.

Spostando il focus dai ragazzi agli adulti chiediamo alla dottoressa Camporesi: come accompagnare i ragazzi nell’accettazione del fallimento? 

Le famiglie oggi sono molto coinvolte, anche emotivamente. Voler realizzare i nostri desideri ci porta inevitabilmente a correre il rischio del fallimento, tanto che a volte si preferisce evitare di desiderare e di sognare proprio per non incontrare la sconfitta. L’errore è diverso dal fallimento, è una spinta che ci porta a ridefinirci e a fare i conti con noi stessi. Sbagliare non significa essere sbagliati!

Come adulti dobbiamo trasmettere l’idea che anche noi sbagliamo e che all’errore si sopravvive. Spesso siamo molto interventisti e non diamo ai ragazzi il giusto tempo di elaborazione. Dobbiamo esserci, ma lasciare ai ragazzi il loro spazio. L’adolescenza va intesa proprio come il tempo dell’errare: in cui si sperimenta, ci si impara a conoscere, ci si allontana per poi ritornare. È necessario svincolare i ragazzi dall’identificazione totale con il limite, aiutarli a vedere oltre un brutto voto o una sconfitta. Solo così i nostri ragazzi potranno tornare a sognare, e a sognare in grande.

Da queste evocative riflessioni alle prossime tappe del viaggio proposto dal Centro per le famiglie: martedì 11 febbraio all’Istituto Marvelli e martedì 25 febbraio alla Scuola M. Teresa di Calcutta si parlerà di affettività e sessualità con Caterina Rivola e Chiara Casadei. Appuntamento alle 20,45, non è necessario prenotarsi.

Per consultare il programma completo: https://www.comune.rimini.it/comune-e-citta/comune/centro-le-famiglie/adolescenza, pagina Facebook: Centro per le famiglie del comune di Rimini. Per info: tel. 0541 793860.

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