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Operazione dei Carabinieri

Un altro tesoro illegale. Era in casa dell'archeologo per passione

In foto: il materiale sequestrato
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 6 feb 2020 11:16 ~ ultimo agg. 7 feb 11:07
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Mercoledì mattina i Carabinieri della stazione di Saludecio, al termine di un’attività investigativa su un presunto commercio di reperti archeologici nel cuore della Valconc hanno rinvenuto un nuova preziosa collezione privata illecita custodita nell’abitazione di un pensionato classe ’49, originario di Saludecio, archeologo per passione, incensurato. Le stesse indagini nei giorni scorsi avevano portato alla scoperta di un tesoro di monili riferibile a diverse epoche storiche e di sicuro valore archeologico con il deferimento all’Autorità giudiziaria del suo illegittimo possessore,

I carabinieri, dopo la scoperta della scorsa settimana, sono andati a fondo nella vicenda facendo luce su un fenomeno su cui, al momento, continua a concentrarsi l’attenzione degli uomini dell’Arma poiché le indagini hanno fino ad ora consentito di accertare che non si tratta di due soli casi isolati.

Anche in questo caso è stata rinvenuta una vera e propria collezione privata, che l’uomo ha definito il frutto di domeniche di “svago” trascorse nelle campagne in compagnia del suo metal detector. “Svago” che nel tempo gli ha consentito di riportare alla luce:

  • 1 croce reliquiario in bronzo, di area ortodossa – bizantina, raffigurante due immagini di santi con lettere greche di dazione medioevale – moderna;

  • 2 monete d’argento da “un denario” risalenti al I e II secolo d.C.;

  • 1 medaglia malatestiana in bronzo di “Sigismondo Pandolfo Malatesta”, risalente alla metà del XV secolo;

  • 2 medaglie malatestiane rispettivamente raffiguranti “Sigismondo” e “Isotta”, risalenti ad epoca compresa tra il XVI – XIX secolo;

  • 1 vasetto e nr.1 frammento, entrambi in ceramica, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo;

  • 3 mortai di artiglieria, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo;

  • 6 pezzi d’argento lavorati a mano, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVIII secolo;

  • 10 pezzi di varia tipologia, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo;

  • 1 moneta italiana in bronzo, datata 1699.

Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e l’archeologo amatoriale è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Rimini per impossessamento illecito di beni culturali.

 
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