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Contro l'inquinamento

Stop alle auto sul Ponte di Tiberio. Il flash mob di Fridays For Future

In foto: il flash mob che ha bloccato il ponte di Tiberio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 7 feb 2020 18:12
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Chiusura del ponte di Tiberio, riapertura e ampliamento delle Ztl in centro storico. Queste le richieste degli attivisti di Fridays For Future che questa mattina intorno alle 13.30 hanno promosso un Flash Mob con una ventina di bici bloccando simbolicamente il Ponte di Tiberio per sollecitare la giunta a eliminare le auto dal centro storico. Gli ambientalisti, in una nota, ricordano l’impatto sulla salute dell’inquinamento da polveri sottili causato e l’elevato numero di sforamenti del Pm10 registrato a Rimini dall’inizio dell’anno.

La nota di Fridays For Future di Rimini

L’inquinamento è un termine che viene utilizzato per identificare un elevato numero di impurezze in acqua e aria. Il problema dell’inquinamento ha portato alla definizione di standard di qualità cioè dei limiti massimi accettabili per i vari inquinanti. A tal fine questi limiti prevedono la definizione di circostanze temporali entro i quali debba essere valutato il livello di inquinamento.

Esistono quindi limiti medi, limiti per tempi limitati, limiti nei valori puntuali ed esistono anche ulteriori limitazioni in concomitanza di diversi inquinanti. Tali limiti vengono anche chiamati valori soglia.
Le cause di immissione nell’aria di tali sostanze può avere due cause: una causa naturale (ad esempio tramite gli incendi si genera il PM10) o una causa antropica (generato dal traffico veicolare, dal riscaldamento domestico, dalle industrie e attività artigianali, dai veicoli off road, dall’agricoltura e da altre attività). Tali emissioni non possono superare la capacità di smaltimento naturale di autodepurazione attraverso i cicli naturali altrimenti si viene a generare un accumulo di inquinanti che determina situazioni insalubri. Le situazioni più critiche si presentano principalmente in prossimità delle zone di emissione, nelle aree urbane e industriali e quindi dove vive l’uomo. Il particolato è l’inquinante che in chimica ambientale indica l’insieme delle sostanze sospese in aria sotto forma di aerosol atmosferico e tale inquinante può avere dimensioni che variano da pochi nanometri a 100 micron (il micron è equivalente a un milionesimo di metro, provate a pensare a dividere per 1000 un millimetro) (fonte: Wikipedia).Ciò che preoccupa di più è il particolato di dimensione più ridotta perché in tal caso la capacità di entrare nel corpo umano e di generare problemi di salute è maggiore. Molti studi epidemiologici, confermano che l’inquinamento atmosferico generi problemi alla salute umana in modo proporzionale a seconda della concentrazione di polveri fini nell’aria.

Dal report di Legambiente Mal’Aria pubblicato ieri si attesta che ogni anno muoiano 60000 persone per cause collegate all’inquinamento e il danno economico stimato è va dagli 87 ai 142 miliardi l’anno. È interessante rilevare come, secondo quanto riportato dal Piano Regionale Integrato per la Qualità dell’aria dell’Emilia Romagna, nella pianura ad Est dell’Emilia Romagna, e quindi l’area di cui fa parte Rimini, solamente il 18% del PM10 è generato da cause naturali e quindi l’82% deriva da cause antropiche. Di questo il 21% è generato da sorgenti primarie mentre addirittura il 61% è generato da sorgenti secondarie, che possono essere ancora più problematiche per la salute umana.
Per quanto riguarda i valori soglia, secondo la direttiva UE del 1999 la legge ha disposto dal 1 gennaio 2005 che: il valore massimo per la media annuale debba essere di 40 microgrammi per metro cubo, il valore giornaliero (sulle 24 ore) deve essere al massimo di 50 microgrammi per metro cubo e il massimo di superamenti giornalieri consentiti in un anno è di 35 giorni.
Come Fridays For Future Rimini siamo consapevoli che la situazione è critica. Ogni anno vengono superati i limiti di superamento del Valore Soglia giornaliero. Il 2020 non è iniziato minimamente con il passo giusto, infatti a Rimini, in Via Flaminia, la stazione ha già registrato 15 superamenti della soglia limite dall’inizio dell’anno al 24 gennaio.

Uno studio sull’inquinamento da PM10 in Lombardia, regione in cui frequentemente viene superata in molte aree la soglia massima ammessa di PM10, ha rivelato che la maggior causa della origine e dispersione di queste particelle è data dalla “combustione di biomasse legnose” (quindi stufa a pellets o legna) che contribuiscono per il 45% alle polveri sottili diffuse nell’aria, i motori diesel contribuiscono per il 14% e un altro 13% è dato da particelle che si staccano dalle pastiglie dei freni e dagli pneumatici (Fonte: Il Sole 24 Ore).

Il traffico veicolare ha quindi una grossa responsabilità per i danni alla salute generati dal PM10 ed è per questo che tutti noi possiamo adottare un comportamento più consapevole usando di meno e meglio l’automobile, privilegiando auto con modelli meno inquinanti, riducendo la velocità di marcia che non solo riduce il PM10 ma anche riduce la pericolosità per pedoni e ciclisti ma soprattutto muoversi in bicicletta o a piedi e usare i mezzo pubblici.

Non va trascurato però anche il ruolo giocato dalle industrie e dalla produzione dell’energia. Bisogna chiedere alle istituzioni leggi più stringenti sulle emissioni industriali, perché l’inquinamento si può spostare e arrivare a colpire i centri abitati virtuosi anche distanti dai siti produttivi. Infine, altri consigli riguardano la riduzione drastica di impianti di riscaldamento che utilizzano legna e pellet e qualsivoglia azione che riduca lo spreco di energia.

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