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ospite l'avv. Ambrosoli

Corruzione e critpovalute. Se ne parla al Fulgor

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 21 feb 2020 15:27 ~ ultimo agg. 16:37
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Sistemi informatici di aziende e studi commerciali bloccati da hacker che chiedono riscatti in criptovaluta. Si è parlato anche di questa nuova forma di estorsione al cinema Fulgor nell’ambito del convegno “Corruzione & Criptovalute” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Rimini. Al centro del dibattito le luci, ma anche le tante ombre che girano attorno alle valute virtuali che dall’ultimo “censimento” risultano 450. Persino il governo cinese ha preso in considerazione la creazione di una criptovaluta nazionale.

Tra i vantaggi di questa nuova moneta che sta prendendo sempre più piede anche in Italia: velocità ed efficienza nei pagamenti e nelle rimesse estere, promuovendo l’inclusione finanziaria. Ma le ombre sono tante: la disintermediazione, la difficile identificabilità che si cela dietro ai codici criptati solo per dirne un paio.

Nel convegno ci si interroga anche sui fenomeni di riciclaggio e finanziamento alla malavita, che possono utilizzare le nuove tecnologie.
Umberto Ambrosoli, avvocato e saggista italiano,  figlio di Giorgio, assassinato nel 1979 a queste tematiche si dedica da anni. Nel suo intervento ha ripercorso la vicenda drammatica e dolorosa del padre, commissario liquidatore della banca fallita di Michele Sindona, ucciso nell’adempimento del dovere e dopo aver scoperchiato la frode milionaria, e ha messo in relazione la corruzione di ieri con quella attuale. “Le criptovalute hanno occupato uno spazio non regolamentato. – ha detto – È strumento di investimento ancora da normare. L’Italia ha provveduto con una normativa del 2017, precedendo quella europea, ma c’è il problema di conciliare le leggi di altri Paesi”. “Prevenire e contrastare le condotte illecite basandosi solo sull’ordinamento è meramente virtuale. – ha rilanciato Ambrosoli – La non identificabilità del soggetto investitore e del destinatario nel sistema delle criptovalute, è uno degli elementi di maggior rischio”.

Nevio Genghini, professore di Filosofia presso il liceo classico G. Cesare di Rimini: “La corruzione è un male sociale che tutti a parole condanniamo. Quando diventa sistemico, è di impedimento alla crescita economica e all’esercizio della cittadinanza democratica”. Purtroppo “La corruzione prospera laddove manca la forza che potrebbe arginare il fenomeno, ovvero il capitale sociale, una rete generalizzata di fiducia. Oltre a punire il vizio, società e politica dovrebbero tornare a premiare le virtù”.

Il convegno termina oggi con una Tavola Rotonda, alla quale parteciperanno tutti i relatori, coordinata dal giornalista de IlSole 24 Ore Angelo Mincuzzi, dal titolo: Quale “medicina” contro la finanza criminale?

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