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I Parmeggiani escono dal silenzio

America Graffiti, parlano i titolari della concessione: inesattezze e notizie parziali

In foto: una foto d'epoca del Nettuno
di Redazione   
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mer 19 feb 2020 11:36 ~ ultimo agg. 20 feb 13:20
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Due settimane dopo la chiusura del locale America Graffiti, i fratelli Pier Paolo e Pier Antonio Parmeggiani interrompono il silenzio, motivato dal rispetto di un causa ancora in corso sulla quale si esprimeranno i giudici tra un mese. Lo fanno tramite i loro legali, gli avvocati Paolo Santoro, Roberto Delle Nogare e Felice Zaccone, per contestare alcune dichiarazioni rese in questi giorni dai rappresentanti della Nettuno 2010 s.r.l.-America Graffiti. In particolare affermano che non spetta ai concessionari demaniali dell’ex bar Nettuno, i fratelli Parmeggiani, riassumere i 23 dipendenti rimasti senza lavoro da due settimane. Inoltre accusano i gestori, citando l’ordinanza del tribunale, di non aver versato il canone d’affitto per gran parte del 2018 e per tutto il 2019. Da qui il provvedimento di restituzione immediata del locale.

Intanto oggi pomeriggio si terrà in prefettura, su richiesta del sindacato, il tavolo di crisi convocato dal prefetto Alessandra Camporota, al quale dovrebbero partecipare sia i concessionari (i fratelli Parmeggiani) sia i gestori, ognuno con i rispettivi avvocati. Un primo confronto tra le parti che si preannuncia piuttosto teso.


L’intervento firmato dagli avvocati Paolo Santoro, Roberto Delle Nogare e Felice Zaccone.

Le dichiarazioni rese agli organi di stampa “da chi rappresenta la “Nettuno 2010 s.r.rl. sono tanto suggestive quanto non vere o parziali; comunque concernono fatti di una causa ancora in corso, i cui atti dicono altro. Qualche esempio?

“Nettuno 2020s.r.l.-America Graffiti sta dicendo ai propri dipendenti che il rapporto di lavoro continua con la societò dei fratelli Parmeggiani perché l’azienda affittata è ritornata in capo a questi. Ma è la Nettuno s.r.l.-America Graffiti che ha avviato la causa per far “… valere in via principale la nullità del contratto di affitto di azienda fra le parti ossia l’insussiistenza di un titolo che la legittimi alla gestione dell’azienda”: e questa non è una dichiarazione, ma la parte motiva dell’ordinanza del Tribunale che ha disposto il rilascio dei locali.

“Nettuno 2010 s.r.l.-America Graffiti stanno dichiarando di aver sempre pagato tutto. Sempre nell’ordinanza del Tribunale si legge “… la valutazione … della circostanza di fatto, pacifico tra le parti e comunque provata per tabulas, che la stessa (Nettuno 2010 s.r.l.- America Graffiti n.d.r.) si sia resa inadempiente al pagamento del canone d’affitto per quasi tutta l’annualità del 2018 nonché della circostanza di fatto che neppure risultano documentati pagamenti per l’annualità del 2019 induce a ritenere, … che sia pienamente sussistente il presupposto del fumus boni iuri del diritto della nettuno S.n.c. alla restituzione immediata …”.

Su questi fatti ed altri ancora il Tribunale si pronunccerà a metà del prossimo mese di marzo. I nostri assistiti rispettano il ruolo dell’informazione ma devono altrettanto rispetto al Giudice che, sugli stessi fatti, è chiamato ad emettere una sentenza.

I fratelli parmeggiani, figli di colui che il Nettuno lo costruì prima della guerra, lo ricostruì dopo le bombe e poi l’ha devoluto allo Stato nel 1994, hanno scelto di tacere sinora, memori dell’iscrizione sull’arca di Isotta al Tempio (“Tempus loquendi, tempus tacendi”), in attesa di un verdetto: perché, anche nella società della comunicazione, “C’è un giudice a Berlino” ed in questo caso, grazie al cielo, è a Rimini”.

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