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domani protesta di 2 ore

Recupero evasione e brexit. Agenzia Entrate e Dogane al collasso

In foto: una sede dell'agenzia
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 22 gen 2020 12:45
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Si preannuncia una mattinata impegnativa domani, 23 gennaio, negli uffici riminesi dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane e dei Monopoli. I sindacati, infatti, annunciano un blocco del lavoro dalle 10 alle 12. Si terranno delle assemblee sindacali in entrambe le sedi. E’ stata annunciato per il 6 febbraio anche una manifestazione nazionale a Roma sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Al centro della protesta la carenza di personale per far fronte alle novità in merito al recupero dell’evasione fiscale.

La protesta è stata messa in campo da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp. “I lavoratori delle Agenzie – spiegano i sindacati – già in stato di agitazione stanno operando con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia”.

“Sino ad orra, abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente.

Nel frattempo, però, continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge“.

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